Il mare distrugge gli stabilimenti: passerelle e recinzioni abbattute

22 Novembre 2020

I balneatori chiedono di rinforzare le spiagge della costa nord con la sabbia di Pescara o di Ortona E la zona centro-sud della città è ancora in attesa della realizzazione delle scogliere da 600mila euro

FRANCAVILLA. Puntuale come un orologio svizzero, la prima vera mareggiata stagionale ha colpito la costa francavillese, portando con sé i danni che ormai balneatori e operatori del settore conosco fin troppo bene. Il mare grosso di venerdì e di ieri ha spinto l'acqua contro gli stabilimenti, che come mostrano le foto scattate da alcuni titolari sono stati letteralmente circondati dalla forza del mare.
L'impeto delle onde è arrivato talvolta fin dentro le strutture, scardinando barriere e recinzioni, oltre a passerelle e vie di accesso. A nulla o quasi sono valsi, almeno stavolta, i sacchi e le dune di sabbia che alcuni titolari delle varie concessioni avevano ammucchiato per difendersi dalle mareggiate: troppo forte la furia del mare. Martedì, davanti a un primo assaggio di quello che poi è stato, ce l'avevano fatta a reggere l'urto, stavolta no: «Purtroppo sono solo un palliativo», spiega Pierluigi Di Giuseppe, titolare di un lido nella zona nord. «Sia il mio, ma soprattutto lo stabilimento di mia sorella sono stati aggrediti dalle onde, che hanno provocato i soliti danni. Da mesi chiediamo agli amministratori di portare la sabbia, che sia dalla Madonnina di Pescara o dal porto di Ortona, per realizzare una barriera importante davanti alle nostre strutture. Purtroppo per ora non ci siamo riusciti e la soluzione fai da te adottata da molti di noi si è dimostrata troppo fragile».
Sul punto non si fa attendere l'intervento di Riccardo Padovano, presidente di Sib Confcommercio: «E' arrivato il momento di dire basta, bisogna passare dalle parole ai fatti, altrimenti saremo sempre qui a ripetere le stesse cose», spiega in un comunicato. «Possiamo rimetterci l'orologio, a novembre arriva la mareggiata e ci troviamo a fare la conta dei danni». Quindi prosegue: «Nei giorni scorsi, i balneatori, a proprie spese, hanno provato a salvare il salvabile con delle dune di sabbia, almeno per limitare i danni». Ma Padovano invoca l'intervento della politica: «Chiedo al presidente della Regione Marco Marsilio e all'assessore competente di nominare un commissario per occuparsi dell'emergenza legata all'erosione. Non è possibile che sia sempre il privato a intervenire».
Nei giorni scorsi è stato sempre il presidente di Sib Confcommercio a suggerire nuovamente l'utilizzo del materiale che si trova sulla banchina del porto di Pescara, ma anche di quello dragato dal porto di Ortona, per effettuare operazioni di ripascimento sommerso ed emerso, così da rinforzare non solo il fondale ma anche l'arenile. «Solo per la costa di Francavilla ci sono finanziamenti fermi in Regione che è ora di sbloccare. Oggi in molti pensano che quello dell'erosione sia un problema che riguardi solo la nostra categoria, ma già da qualche tempo l'acqua è arrivata a ridosso delle abitazioni sul mare, della pista ciclabile e della strada».
Intanto la zona centro-sud della città è sempre in attesa dell'inizio dei lavori da 600mila euro, per andare a ricaricare le scogliere e chiudere i varchi. Un’operazione che però adesso richiedono anche a nord, dove sottolineano come la mareggiata degli ultimi giorni è riuscita a sfondare quell'argine, tanto da rendere attualmente inutili le scogliere piazzate a qualche decina di metri dalla riva. L'acqua è riuscita a passare anche quella linea di difesa, arrivando così ben oltre la riva. Adesso però, smaltito il primo mare grosso della stagione, l'incubo degli operatori è che si tratti solamente dell’inizio: c'è un lungo inverno da affrontare, dicono, che finisce non prima di marzo. E senza difese si fa sempre più difficile.
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