Il “Maresciallo” del tribunale

23 Novembre 2016

Per chi frequentava il tribunale, era semplicemente il Maresciallo. Non c'era bisogno del nome. Maresciallo-poliziotto: una dicotomia solo apparente, che non faceva che risaltare il dna di un uomo...

Per chi frequentava il tribunale, era semplicemente il Maresciallo. Non c'era bisogno del nome. Maresciallo-poliziotto: una dicotomia solo apparente, che non faceva che risaltare il dna di un uomo rigoroso, onesto, che nel suo zaino professionale si portava dietro tutte le caratteristiche dell'investigatore di una volta, guidato dall'istinto, ossequioso solo al proprio fiuto, alla sensazione a pelle, al contatto de visu, lontano anni luce da internet e diavolerie moderne. Capiva subito chi aveva di fronte: strizzava gli occhi, sospettoso, e in pochi attimi sezionava il suo interlocutore. Se azionava il pulsante della fiducia, allora lo sguardo si spalancava: bastava poco, a quel punto, per scrostare l'apparenza burbera e scoprire una profonda umanità. Molto più di un'ombra, molto meglio di un braccio destro al fianco dell'inseparabile avvocato Antonio Di Blasio.

Era un'istituzione in tribunale. Il Maresciallo aveva 89 anni, non glieli avrebbe attribuiti nessuno. Pareva d'acciaio: soltanto le rughe di fierezza che ne solcavano il viso, tradivano la lunga esperienza di vita. Andarsene così non vale. (g.p.c.)