Il messaggio di Marsilio per l’Economy summit all’Aurum: «L’Abruzzo “marginale” oggi corre più degli altri»

24 Settembre 2026

Il governatore: «C’è molto della nostra regione nella crescita dell’Italia di questi anni. Il summit diventi il luogo dove le nostre nuove ambizioni incontrano l’innovazione»

Prende il via oggi l’Abruzzo Economy Summit, un appuntamento che riunisce istituzioni, imprese, università, professioni, rappresentanze sociali e protagonisti dell’innovazione per discutere del presente e, soprattutto, per programmare insieme il futuro economico della nostra regione. Non è soltanto un momento di confronto: è la fotografia e la sintesi di un Abruzzo che ha smesso di essere raccontato come una regione marginale o assistita, e ha iniziato a correre con passo proprio, che cresce il doppio della media nazionale. C’è molto Abruzzo, infatti, nei due maggiori indicatori economici che hanno qualificato la crescita dell’Italia dal 2021 ad oggi.

Il primo dato riguarda il recente sorpasso dell’export italiano ai danni del Giappone, per anni paradigma della qualità totale nella produzione industriale.

Questo risultato è indicativo della crescente competitività del Made in Italy che, rispetto a dieci anni fa, esporta come leader mondiale non solo nei settori tradizionali della moda, del mobile e della meccanica, ma sempre di più nella farmaceutica e nei prodotti alimentari, ambiti nei quali l’Abruzzo sta registrando una crescita senza precedenti. Dietro quel sorpasso ci sono anche le nostre imprese, i nostri distretti, la nostra capacità di produrre qualità, innovazione e competitività sui mercati internazionali. Numeri che qualificano un territorio che produce ricchezza, lavoro e valore aggiunto per l’intero Paese.

Il secondo elemento di riflessione riguarda un indicatore sociale decisivo: il tasso di disoccupazione, che riflette i notevoli progressi del mercato del lavoro della nostra regione. Nel 2019 la disoccupazione in Abruzzo era del 10,9%. Oggi è arrivata al 4,4%, con la componente maschile che ha di fatto raggiunto la piena occupazione e una sensibile crescita dei posti di lavoro per la componente femminile, il cui tasso di disoccupazione è oggi di 11 punti inferiore rispetto alla media del Mezzogiorno, perché è scesa in sei anni di 5,5 punti, arrivando al 7,1%, la più bassa tra le regioni del Sud.

Oggi in Abruzzo sono occupate 535.000 persone, con un tasso di occupazione del 64,8%, quasi mezzo punto in più rispetto alla media nazionale e oltre 13 punti sopra la media delle regioni del Sud.

Questi dati dicono una cosa molto chiara: l’Abruzzo non è più una terra di emigrazione forzata, non è più un territorio che vive di attesa e di assistenza.

È una regione che innova, lavora, che attrae investimenti e genera reddito, e che crea le condizioni per aumentare la qualità della vita di tutti. Se a questi indicatori aggiungiamo che, per il quinto anno consecutivo, il Sud sta crescendo più della media nazionale, comprendiamo meglio quale sia il contributo del sistema Abruzzo, nel suo insieme, allo sviluppo dell’Italia. Una crescita del Mezzogiorno così consistente e duratura nel tempo rispetto al resto del Paese non si registrava dal boom economico del dopoguerra e, nel Mezzogiorno, come ha opportunamente evidenziato il Rapporto Svimez, spicca proprio il dato dell’Abruzzo, con un +1,9% di Pil. Questa crescita è sostenuta dall’industria (+1,3%), dall’agricoltura (+13,8% di occupati), dalla manifattura (+13,3% di occupati), dai servizi (+4,1% di occupati) e dalla forte accelerazione delle attività delle costruzioni (+21,9% di produzione).

La regione Abruzzo è quindi ancora una volta il motore della ripresa economica del Mezzogiorno, grazie anche al turismo, che ha registrato un aumento anno su anno delle presenze stimate intorno al 9,6%, favorite soprattutto dagli investimenti della Giunta regionale sulle azioni di promozione.

Una crescita sostenuta anche dalla considerevole rilevanza che sta assumendo l’aeroporto, che dopo aver superato per la prima volta nella sua storia il milione di passeggeri nel 2025, punta decisamente a chiudere l’anno con 1,5 milioni di passeggeri, e dalla cultura, come testimoniano gli straordinari eventi di promozione del territorio che si stanno susseguendo a L’Aquila in occasione di questo anno speciale. Anche qui i numeri raccontano un Abruzzo che è capace di diventare destinazione di turisti, investitori, talenti, in grado di sostenere e promuovere progetti innovativi di sviluppo.

Per sviluppare i territori occorre promuovere la propensione all’innovazione e favorire una pubblica amministrazione proattiva, fattori decisivi per attrarre quegli investitori che vogliono costruire i nuovi ecosistemi – si pensi al progetto “Le valli della tecnologia”, promosso da Regione e Federmanager – o per continuare a sostenere la crescita di un settore rilevante come quello delle costruzioni.

Un settore favorito anche dalla capacità di dare risposte dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, da nuove infrastrutture strategiche – come i primi due lotti della nuova ferrovia Pescara-Roma – e dal completamento della Fondovalle Sangro, che sarà inaugurata nel 2027.

L’Abruzzo questi parametri vincenti sta dimostrando di possederli tutti, soprattutto nella capacità di interlocuzione con il Governo e nella managerialità delle amministrazioni locali, realizzando un circuito fertile e virtuoso che incrocia la disponibilità immediata della Regione e delle sue articolazioni operative nella velocizzazione degli insediamenti e in una evidente capacità attrattiva, che in una regione di piccole dimensioni fa certamente la differenza. Prova ne è l’attenzione della Struttura di missione della ZES Unica che, come nel caso del nuovo stabilimento De Cecco, ha rilasciato l’autorizzazione in soli 35 giorni. O la velocità nel rilasciare le concessioni e i titoli per favorire gli insediamenti industriali, ottenuta in tempi record grazie all’impegno dei Comuni di Penne e San Salvo – per Cucinelli e Amazon – così come di Oricola, che ha favorito l’ampliamento dello stabilimento Coca-Cola.

Non ultimo, l’annuncio di Renexia di voler investire a Ortona per realizzare un grande impianto di produzione di turbine eoliche. Questo approccio influisce sull’attrattività e sulla reputazione del territorio, elementi che sono consolidati dal rafforzamento degli ecosistemi esistenti, come nel caso dell’aerospazio. Il Distretto aerospaziale abruzzese, che vede come protagonisti Leonardo, Thales Alenia Space e Telespazio, è stato favorito proprio dall’azione di coordinamento della Regione. Grazie a Telespazio, che dall’Abruzzo controlla i satelliti in orbita, l’Italia e l’Europa hanno lanciato da diversi mesi la sfida a Starlink di Elon Musk.

La concessione a Telespazio di ulteriori 28 milioni di euro da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso il Progetto Galileo, ha rafforzato il valore strategico dell’istituzione del Distretto Aerospaziale Abruzzo, operativo da un anno: un anniversario sancito anche dal recente bilaterale sull’innovazione aerospaziale svolto in Abruzzo tra i Governi italiano e francese, alla presenza dei Ministri Urso e Babtiste.

Questi risultati l’Abruzzo li sta conseguendo in attesa della piena ripresa dell’automotive, che ha già dato segnali confortanti nel primo semestre 2026, con il riavvio del terzo turno nello stabilimento Stellantis di Atessa e l’annuncio, da parte dell’Ad Filosa, di nuovi investimenti in Val di Sangro del valore di un miliardo, oltre alle straordinarie performance dello stabilimento Honda.

Il cluster abruzzese della farmaceutica ha raggiunto la cifra considerevole di 2 miliardi di export nel 2025 su 2024, grazie alle multinazionali Menarini, Sanofi, Angelini Pharma, Dompé, Alfasigma, che hanno fatto registrare un incremento in termini di export del +1.370% dal 2020.

Una ulteriore particolarità risiede nella componente della ricerca avanzata, che vede ancora una volta l’Abruzzo rappresentare un unicum nel panorama nazionale, grazie all’Infn, secondo solo al Cern di Ginevra, all’Izs, uno dei dieci Istituti Zooprofilattici italiani, e al suo sistema accademico.

Il contributo di Leonardo, che a Chieti ospita il Security Operation Centre, il centro italiano più importante sulla cybersecurity, e di Thales Defence è fondamentale per l’innovazione tecnologica abruzzese in un’ottica geopolitica, e non è un caso se proprio in Abruzzo, all’interno dell’Università di Chieti-Pescara, avrà sede una delle tre aree distaccate dell’Agenzia Nazionale per la Cybersecurity.

Tutto questo disegna un Abruzzo che investe sulle competenze, sulle infrastrutture, che promuove gli ecosistemi avanzati e che è capace di fare sistema con lo Stato e con l’Europa. L’Abruzzo Economy Summit deve essere allora il luogo nel quale trasformare questa nuova consapevolezza in una strategia condivisa, dove l’ambizione incontra le nuove opportunità offerte dalla innovazione.

Abbiamo dimostrato di possedere le energie, le competenze e la capacità amministrativa per competere. Ora dobbiamo rafforzare ciò che funziona, rimuovere gli ostacoli ancora presenti e accompagnare l’Abruzzo verso una crescita sempre più solida, sostenibile e capace di offrire futuro alle nuove generazioni.

Questa regione non chiede scorciatoie né privilegi. Chiede di poter continuare a correre con le proprie gambe, forte delle sue aspettative e della fiducia che ha saputo riconquistare. Oggi i numeri dicono che l’Abruzzo cresce più veloce del resto d’Italia.

Domani dobbiamo rendere ancora più solida, più giusta e più capace questa crescita in grado di generare opportunità per tutti gli abruzzesi. E la dobbiamo promuovere con una convinzione chiara: l’Abruzzo è una regione che ha ritrovato dignità economica, sociale e istituzionale, e che oggi può guardare al futuro da protagonista. In Italia, in Europa e nel resto del mondo.