Il ministro Costa a Bussi per Marcozzi

Ma il titolare dell’Ambiente sul posto troverà anche Legnini che gli chiederà lo sblocco dei 50 milioni per la bonifica
BUSSI SUL TIRINO . Oggi il ministro dell'Ambiente Sergio Costa sarà in Abruzzo a sostegno del M5s e della candidata presidente Sara Marcozzi per la presentazione del programma "Ambiente" in vista delle elezioni regionali del 10 febbraio.
Alle 13,30 sarà alla caserma dei carabinieri forestali a Pescara, poi si recherà a Chieti e infine si dirigerà a Bussi per rendersi conto sul posto delle condizioni ambientali del territorio. Troverà i cittadini, ma anche il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Giovanni Legnini, che chiederà al ministro lo sblocco dei 50 milioni di euro stanziati all’epoca in cui lo stesso Legnini era sottosegretario alle Finanze. Costa incontrerà anche gli esponenti dell'amministrazione comunale, i cittadini e in primis il sindaco Salvatore Lagatta che lo scorso 8 gennaio ha inviato una nuova diffida allo stesso Costa, dopo quella prodotta nel luglio 2017, tesa ad avviare la bonifica dei siti inquinati 2a e 2b e aree limitrofe, per i cui lavori esiste da anni la riserva di cassa, lasciata dal compianto commissario Goio, di quei 50 milioni. Per avere la disponibilità di quella somma, lo stesso Comune di Bussi ha dovuto procedere all'acquisto dei terreni e sottoscrivere un accordo di programma con il ministero, che ha dovuto esperire la gara di appalto, aggiudicata all’associazione temporanea di imprese capeggiata dalla Dec-Deme. Lagatta si presenterà al ministro con la sua nota di risposta indirizzata alla dirigente della Divisione III del suo ministero, l'ingegner Luciana Distaso, che giorni fa, aveva opposto le sue considerazioni alla diffida di Lagatta, ipotizzando l'annullamento della gara, adducendo varie motivazioni procedurali per l'utilizzo della somma, registrata su una contabilità speciale della quale ora, essendo scaduti i termini, non sarebbe più possibile usufruire. Un annullamento che metterebbe a sua volta la Dec-Deme nella condizioni di ricorrere facendo soccombere il ministero, «avendo la Distaso nella sua nota cercato di giustificare la richiesta di annullamento, individuando», afferma Lagatta, «una serie di colpevoli tutti riconducibili al medesimo ministero». Lagatta non esita a esprimere che «la realtà supera la più sfrenata delle fantasie»» e secondo lui questo «potrebbe essere il titolo di una temeraria e pericolosa rappresentazione messa in piedi dal ministero dell’Ambiente».
Evidente che a Bussi si aspettano chiare risposte dal ministro e soprattutto che si attivi per sbloccare ogni ostacolo e interrompere anche i termini della diffida che, al contrario, Lagatta porterebbe avanti fino a interessare la magistratura. «Il ministro deve essere cosciente che una sua perdurante inerzia continuerà a produrre», conclude Lagatta, «un danno irreparabile all’ambiente del territorio di Bussi e dell’intera Val Pescara e della salute dei cittadini».

