IL MONDO CIECO SECONDO COLIN IN MOSTRA A CIVITELLA

5 Luglio 2014

CIVITELLA DEL TRONTO. Con l’apertura di “Interferences” di Gianluigi Colin, personale a cura di Umberto Palestini, e di “Visione territoriale”, collettiva curata da Giacinto D Pietrantonio, è in...

CIVITELLA DEL TRONTO. Con l’apertura di “Interferences” di Gianluigi Colin, personale a cura di Umberto Palestini, e di “Visione territoriale”, collettiva curata da Giacinto D Pietrantonio, è in programma stasera una doppia inaugurazione nella Fortezza borbonica di Civitella del Tronto (vernissage con artisti e curatori alle ore 19). Le due mostre, declinazioni del progetto espositivo “Visioni 2014”, inserito nel circuito espositivo “Arte in Centro”, sono promosse dall’associazione culturale Naca Arte e dalla Fondazione Fortezza Abruzzo. Apertura al pubblico da domani al 28 settembre (orari: luglio e agosto 10-20, settembre 10-19).

Il friulano Gianluigi Colin torna con “Interferences” nel Teramano dopo il successo nel 2012 della mostra “A futura memoria” ospitata nel capoluogo da L’Arca. “Interferences” prosegue e perfeziona la riflessione di Colin sullo sguardo e sull’assedio delle immagini al mondo contemporaneo, «un eccesso di informazioni visive in cui non vediamo più nulla» spiega l’artista, aggiungendo che la mostra di Civitella «è una metafora della nostra incapacità di vedere e della nostra coscienza anestetizzata». Nelle tre stanze dell'esposizione, e attraverso l'interazione tra diversi linguaggi - fotografia, installazione, video, multimedia -, l’archeologo del presente Gianluigi Colin descrive il continuo bombardamento di immagini provenienti in tempo reale da tutto il mondo. Nella prima stanza 40mila fotografie danneggiate da errori di trasmissione denunciano il nostro errato rapporto con l’immagine («che non è mai verità ma rappresentazione»); nell’ultima stanza 20mila fotografie raccontano l’assedio delle immagini, «in cui non vediamo più nulla»; nella stanza di mezzo tre teche, ognuna con mille foto su fatti avvenuti nel mondo, «ma una sola immagine intellegibile, il lontanissimo pianeta Saturno». La mostra è «una raffinatissima visione della cecità del mondo contemporaneo» sottolinea il curatore Umberto Palestini. Sempre in Fortezza si apre anche la pregevole collettiva “Visione territoriale” curata da Giacinto Di Pietrantonio seguendo l’idea di collegamento col territorio, come annuncia il titolo, in particolare con la gloriosa tradizione ceramica di Castelli.

Il curatore ha coinvolto 10 quotati artisti chiedendo loro progetti creativi in ceramica pensati appositamente per questa mostra, progetti poi realizzati dalle maestranze castellane. Gabriele Di Matteo, Anna Galtarossa, Daniel Gonzàlez, Mark Kostabi, Ugo La Pietra, Alfredo Pirri, Luca Rossi, Matteo Rubbi, Giuseppe Stampone, Vedovamazzei: gli autori di “Visione territoriale” sono stati tutti entusiasti, precisa Di Pietrantonio, di confrontarsi con una tradizione secolare come quella della ceramica. Un confronto che si ripeterà ogni anno, con un importante lascito per Civitella. Al curatore va infatti il merito di aver concepito “Visione territoriale” come disegno che travalica la durata della mostra. Ogni artista ha creato la propria opera in doppio originale, cosicché un esemplare resti nella Fortezza a esposizione finita. Primo nucleo di un museo internazionale della ceramica contemporanea che si arricchirà di anno in anno. Info: 320.8424540, 333.1230817, info@naca-arte.it. (a.fu.)