Il monito dell’associazione Allegrino: «Attenti alle truffe, ecco le più ricorrenti»

Dal falso bonifico al finto parente: nell’ultimo incontro per over 65, la mappa dei raggiri più frequenti
PESCARA. Prosegue il ciclo di incontri dedicati alla prevenzione alle truffe per i cittadini over 65. “Alt... è una truffa” è il titolo dei cinque eventi annuali promossi dall'assessorato alle Politiche sociali del Comune e dall’associazione Domenico Allegrino per sensibilizzare quella fetta di cittadinanza oggetto di raggiri. Nell’ultimo incontro, il secondo dei cinque (si concluderanno il 30 novembre) che si è tenuto al Circolo amici della musica Sant'Andrea presieduto da Lucio Oronzo, il tenente dei Carabinieri Michele Corbillo, insieme all’ispettore Davide Di Virgilio, esperto e responsabile del settore Cyber-financial del Centro operativo per la sicurezza cibernetica Abruzzo, e la psicologa Giulia Di Sipio, hanno riportato esempi e suggerimenti concreti alla platea presente.
«Ci sono due o tre tipi di truffe che sono le più in voga nei confronti degli anziani», spiega Di Virgilio, «quella del finto sms è la prima con un finto bonifico a carico della vittima di turno alla quale si chiede di confermare o meno una transazione, inducendo a fornire le credenziali bancarie. Sono messaggi inviati in modo massivo e purtroppo, per esperienza, sono in molti a caderci. Dopo aver agganciato la vittima che nel frattempo ha chiamato il numero fornito dal messaggio sms, i truffatori, con i complici, le fanno credere che sarà contatta dalla polizia postale, dalla Questura o dai carabinieri per denunciare il fatto. Il numero che apparirà sul telefonino porterà proprio il numero di questi uffici, ma è artefatto, realizzato con un software apposito». È così, spiega Di Virgilio, che i truffatori riescono a sottrarre «i risparmi di una vita».
La seconda truffa è quella del “vecchio amico”: spacciandosi per tale, si induce la vittima a fornire informazioni sulla propria sfera familiare, così da estorcere denaro per un presunto saldo da pagare relativamente a un oggetto acquistato dal parente. «C'è poi il trading online», aggiunge l’ispettore Di Virgilio, «in cui le persone vengono agganciate sui social, piattaforme molte usate per il fishing, con promesse di facili guadagni». Ma, sottolinea l’ispettore, «va ricordato che nessun corpo di polizia, o istituto bancario chiederà mai di spostare i propri soldi su altri conti. Bisogna altresì diffidare di chi dice di essere un vecchio amico e, per ultimo, per gli investimenti bisogna verificare se l’operatore è iscritto nell’elenco degli operatori abilitati».
E c’è stata anche la testimonianza di alcuni partecipanti. Una signora ha raccontato di aver avuto «la carta clonata dopo un prelievo», con la sottrazione di 150 euro in due tranche; un’altra di aver ricevuto la cosiddetta «telefonata di aiuto per un incidente di un familiare, ma», ha aggiunto, «non ci sono cascata». Nella circostanza in cui ci si rende conto di essere stato oggetto di un raggiro, la psicologa Giulia Di Sipio suggerisce di «accettare la naturale vergogna che deriva dall’evento e parlarne con un familiare, un amico stretto o con il proprio medico. Chiedere aiuto è il primo passo per ritrovare la fiducia in sé stessi minata dall’evento che, va ricordato, rappresenta solo un piccolo inciampo in cui tutti, giovani e anziani, possono cadere».
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