Il movente: una vendetta per le “spiate”

18 Novembre 2015

Pentito rivelò: «Ceci andava eliminato perché aveva fatto arrestare tutta la banda». Poi ritrattò

PESCARA. C’è un antefatto, rispetto all’omicidio di Ceci, che nel corso delle indagini ha contribuito a indirizzare gli investigatori, che pure battono tutte le piste, sul movente della vendetta per le delazioni e le “spiate” di Ceci alle forze dell’ordine. È un antefatto che, ipotizzano gli investigatori, potrebbe aver fatto traboccare il vaso del risentimento da parte degli ex compagni della banda, convinti che Ceci, che con la sue rivelazioni contribuì a far scattare provvedimenti restrittivi e condanne nei confronti di ex complici come Massimo Ballone e Claudio Di Risio, continui a parlare troppo. L’episodio che potrebbe aver armato l’odio covato per anni, è che ancora una volta Ceci si sia messo in mezzo. In questo caso rivelando che la rapina che avviene a poche decine di metri dal suo negozio il 28 dicembre del 2011, la rapina ai danni di un rappresentante di gioielli che alla polizia racconterà di essere stato aggredito da tre banditi armati che gli legano i polsi per poi fuggire con circa mezzo milione di euro di oro per cui il rappresentante è assicurato, sia una rapina simulata. Nessuna polizza dunque, con l’oro che, ricostruiscono gli investigatori, si tenta di piazzare a ignoti ricettatori attraverso un personaggio poi arrestato per rapina con Di Emidio. Ceci, ipotizzano gli investigatori, potrebbe essere stato ritenuto colpevole di aver dato alla polizia notizie confidenziali relative alla simulazione di quella rapina. Ma se non fosse questo episodio a motivare l’ipotesi della vendetta, per l’accusa ci sono le rivelazioni (poi ritrattate) di Nino Mancinelli, l’ex componente della banda Battestini, detto Caffettino, che muore durante una tentata rapina a Francavilla nell’estate 2011. Ecco l’estratto delle sue dichiarazioni davanti al gip di Pescara il 29 settembre 2006.

Pm: la Bmw a che serviva?

Mancinelli: dovevamo fare alla persona che ha fatto arrestare questo Ballone, che ha fatto arrestare tutta la banda Battestini, che sta adesso ai regimi, non so se è protetta questa persona, che lavora non... dove stanno le vernici, in una ferramenta a Pescara. Dopo si sono tirati indietro, perché non hanno visto chiara la faccenda, o lui era pedinato ancora dai carabinieri...

Pm: chi era questa persona?

M.: questo pentito, l’ho visto una volta ha i baffi, lavora in questa ferramenta a Pescara. al prosieguo di corso Vittorio Emanuele.. si doveva proprio eliminare, perché lui in pratica aveva fatto arrestare tutte queste persone.

Pm: chi erano?

M.: c’era questo, Longo, ci stava Massimo, ci stava De Luca... questo doveva essere un regalo a Massimo per il ritorno diciamo al lavoro.

Pm: l’avete seguita questa persona?

M.: sì sì è stata seguita, è stata quasi per andarsene questa persona. Noi volevamo utilizzare questa Bmw grigia che stava lì dentro o una moto o qualche altro mezzo insomma, perché... questo era quello che aveva fatto arrestare insomma tutta la banda Battestini.

Pm: perché avete deciso di non fare l’azione?

M.: i motivi diciamo che siamo stati tutti quanti, ma il primo è stato Massimo a lasciare perdere diciamo, perché non gli quadravano certe cose.