Il Natale da salvare: 10 proposte in campo

23 Novembre 2020

Nuovo decreto atteso per il 3 dicembre: allo studio le riaperture dei negozi Inoltre il ritorno temporaneo alla zona gialla e il coprifuoco che slitta alle 24

Allentare le maglie per salvare il Natale. Il Governo lavora ad un nuovo Dpcm, atteso per il 3 dicembre, che prevede un attenuamento delle misure restrittive e una zona gialla diffusa, in tutta Italia, ad eccezione delle province con i dati epidemiologici peggiori. Resta, tuttavia, il divieto assoluto di spostamento tra regioni, per evitare l'esodo natalizio, da nord a sud, per il ricongiungimento delle famiglie. Se la curva epidemiologica sarà in discesa, arriveranno nuove regole per lo shopping e per i giorni festivi, con la possibilità per ristoranti, pub e a bar di restare aperti anche di sera.
Anche l'orario dei negozi sarà prolungato, per consentire ingressi scaglionati e contingentati e spalmare temporalmente gli ingressi dei clienti. Ma le vie dello shopping non potranno essere affollate, né saranno consentiti veglioni e feste in piazza. Per l'Abruzzo, oggi "red zone", la partita è tutta aperta, con i sindaci e le associazioni di categoria che avvertono: «Bene le misure di sostegno al commercio, ma attenzione ai dati sanitari».
SCATTA LA ZONA GIALLA.
Tra le ipotesi allo studio dell'esecutivo la possibilità, dal 4 al 20 dicembre, di creare una zona gialla nazionale, lasciando zone rosse a macchia di leopardo, laddove le criticità resteranno alte. L'abbassamento della fascia serve, soprattutto, a far ripartire il commercio ma non garantirà affatto la possibilità di varcare i confini regionali, che resteranno bloccati. «Un Natale tradizionale ce lo dobbiamo scordare», le parole del coordinatore del Comitato tecnico scientifico nazionale, Agostino Miozzo, «non sarà un liberi tutti».
IL DPCM "PONTE".
La linea da seguire verrà decisa nei prossimi giorni, ma è ormai certo che ci sarà un Dpcm "ponte", dal 4 al 20 dicembre, che sospenderà l'automatismo delle fasce e allenterà il coprifuoco nazionale per, poi, arrivare al Dpcm di Natale. Anche se le norme sono ancora tutte da definire, il Governo punta a un Natale "tradizionale", pur nelle doverose limitazioni.
Tutto ruota intorno allo shopping natalizio, con i negozi che potranno restare aperti in una fascia oraria più ampia, fino alle 22, per evitare gli assembramenti e con ingressi scaglionati e contingentati nelle attività commerciali e nelle piazze e strade delle città più grandi. È prevista, inoltre, l'apertura serale di pub, bar e ristoranti e dei centri commerciali nel fine settimana.
UN NATALE IN CASA.
Ma come saranno la vigilia di Natale e il pranzo del 25 dicembre? Sarà consentito riunirsi tra parenti ed amici?
Con molta probabilità, il coprifuoco nazionale verrà spostato, ma solo per il 24 e il 25 dicembre e la sera del 31, dalle 22 (l'orario attuale) alle 23 o alle 24. Cenoni e pranzi natalizi non potranno prevedere la presenza di più di sei persone, tra l'altro solo conviventi e parenti di primo grado. Il Governo è stato chiaro: no ad incontri tra amici, abbracci, baci e scambi di regali in casa, per evitare una terza ondata. Proibiti anche i veglioni e le feste in piazza come quelle private, anche a Capodanno.
«Abbiamo fatto un'estate troppo libera e l'abbiamo pagata duramente», ha aggiunto Miozzo, «non possiamo permetterci un Natale senza alcuna misura restrittiva».
OCCHIO ALLO SHOPPING.
Si guarda soprattutto al commercio, per evitare il tracollo delle attività, in un periodo in cui lo shopping natalizio garantisce, alle attività commerciali, quasi il 30 per cento degli incassi totali. Ma quest'anno non sarà così: si tenta di salvare il salvabile. «Bene l'allargamento delle maglie , nel rispetto delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico», dice il sindaco di Teramo e presidente dell'Anci Abruzzo, Gianguido D'Alberto, «ma sempre con un occhio alla sostenibilità sanitaria di tali misure: siamo al culmine della seconda e già si parla di una terza ondata. Dobbiamo mettere in campo tutto ciò che si può fare per sostenere il commercio, ma la priorità deve restare l'elemento sanitario. Se ci sono zone che non consentono lo spostamento in area gialla vanno mantenute rosse per evitare che gli sforzi che stiamo facendo oggi vengano vanificati».
Poi, un appello agli abruzzesi: «Lo spazio che ci verrà restituito, lo dobbiamo saper gestire». Anche il sindaco di Pescara, Carlo Masci, che ha avviato una piattaforma telematica comunale per aiutare il commercio parla di «Natale condizionato dalla pandemia. Una maggiore elasticità dal 4 al 20 per lo shopping natalizio è auspicabile, ma con tutte le accortezze del caso. Auspico che i ristori siano corposi, per consentire alle attività di rimanere in vita».
IL COMMERCIO IN CRISI.
Lido Legnini, direttore regionale della Confesercenti, caldeggia una riapertura «almeno dall'Immacolata a Natale, per salvare le vendite del periodo, altrimenti gli acquisti si sposteranno tutti sulle grandi piattaforme on line. Ma il danno ormai, in buona parte, è fatto. Molti negozi si stanno attivando con le consegne a domicilio, soprattutto nelle aree urbane, per mantenere i clienti fidelizzati. Sarà un Natale mesto e più raccolto», conclude, «ma lasciare la zona rossa fino a Natale, provocherebbe danni enormi».