Il no a Renzi da Classico, Galilei e Ipssar

Proteste e striscioni nei due licei e all’Alberghiero al via dell’anno. A ottobre gli istituti in assemblea
PESCARA. Gli striscioni con l’invito a boicottare la “Buona Scuola” sono comparsi, come da programma, ieri mattina davanti all’ingresso del liceo classico D’Annunzio, dell’istituto alberghiero De Cecco e del liceo scientifico Galilei. Il primo giorno del nuovo anno scolastico, come avvenuto la scorsa settimana al Volta e alla Di Marzio, comincia così tra le proteste del popolo studentesco, che ha deciso di far sentire la propria voce contro la riforma dell’istruzione approvata a Montecitorio nel luglio scorso. Un gesto simbolico, quello dell’affissione dei cartelli davanti ai cancelli d’ingresso, organizzato dal Collettivo studentesco pescarese e concordato a livello nazionale con una serie di organizzazioni e associazioni radicate da Nord a Sud dell’Italia.
Il prossimo atto, in vista delle manifestazioni nazionali del 9 del 17 ottobre, sarà un’assemblea pubblica che riunirà tutti gli studenti degli istituti superiori cittadini. Il tam tam sui social network è già partito. L’appuntamento è per giovedì pomeriggio, a partire dalle 16, negli spazi di Villa de Riseis, con l’obiettivo di «parlare dei problemi delle scuole pescaresi e delle prossime mobilitazioni studentesche rivolte a salvaguardare il nostro territorio e a non far passare negli istituti la Buona Scuola».
«Anche se la riforma ormai è diventata legge», sottolinea Aksel Nikaj, studentessa del liceo scientifico da Vinci e coordinatrice del Collettivo studentesco, «niente è ancora perduto. La nostra idea di scuola resta contraria rispetto a quella contenuta nei dieci punti della legge. Lo abbiamo ribadito in tante occasioni durante le manifestazioni organizzate lo scorso anno anche assieme agli insegnanti. Purtroppo la nostra voce è rimasta inascoltata, ma non ci siamo arresi perché crediamo che insieme possiamo ancora cambiare le cose».
«In questi giorni», prosegue la coordinatrice del Collettivo studentesco pescarese, «le nostre scuole si trasformeranno in barricate. Saranno dei presidii della democrazia, perché vogliamo evitare che nelle nostre aule entrino i principi della Buona scuola. Questa è un’azione organizzata dagli studenti, ma molti insegnanti sono dalla nostra parte. Lo dimostrano i numeri dello sciopero generale del 5 maggio scorso».
Ylenia Gifuni
©RIPRODUZIONE RISERVATA

