Il Nursind: no agli infermieri interinali

Il sindacato si appella a D’Alfonso: «Stop all’utilizzo ingiustificato del personale a chiamata»
PESCARA. Il segretario provinciale del Nursind Antonio Argentini ha inviato una lettera di protesta al presidente della Regione Luciano D’Alfonso e al direttore generale della Asl Claudio D’Amario, accanto ad altri nomi, per dire no all’utilizzo degli infermieri interinali.
Il Nursind, oltre un anno fa, aveva denunciato la propria contrarietà all’utilizzo degli infermieri precari in sostituzione degli infermieri a tempo indeterminato, inviando una prima lettera di protesta all’allora presidente della Regione Gianni Chiodi. La Regione aveva risposto, secondo la ricostruzione del sindacato, che le Asl potevano utilizzate gli infermieri interinali solo per rispondere alle esigenze lavorative temporanee ed eccezionali, segnalando la necessità di una congrua e attenta valutazione. Per questo motivo, il Nursind torna a chiedere alla nuova giunta regionale «di porre fine all’utilizzo ingiustificato degli interinali, i quali saranno sicuramente ancor più demansionati dei colleghi a tempo indeterminato, togliendo così ulteriore dignità professionale a questa categoria già abbondantemente sminuita e umiliata, perché convinti fortemente dell’assoluta inaccettabilità di poter solo pensare di appaltare l’assistenza infermieristica». Il sindacato prosegue: «Ci risiamo perché gli infermieri continuano ad essere considerati dei “tappabuchi”, utilizzati come pedine, senza tener conto del percorso formativo e dell’esperienza lavorativa del singolo». Quindi, il sindacato degli infermieri fa notare che «la convivenza di diverse tipologie contrattuali, di lavoratori permanenti e lavoratori temporanei, può avere un forte impatto sulla gestione delle risorse umane che in nessun caso può essere sottovalutato, rendendo ancora più complessa la gestione del gruppo di lavoro che oltre a dover considerare ruoli, caratteri, idee e inclinazioni diverse, deve tener conto di un’ulteriore variabile come quella della diversità contrattuale».
«I dati», conclude Argentini, «dimostrano che tale convivenza è molto difficoltosa e ha un impatto negativo, portando alla demotivazione, all’insoddisfazione e all’abbassamento delle performance dei lavoratori temporanei (interinali in questo caso)», illustra il sindacalista nella lettera inviata al vertice della Regione.
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