Il parco sotto la Provincia è chiuso e in abbandono

Erba alta oltre un metro nel giardino Michetti: nessuno pulisce nel centro città Un imprenditore pronto a fare 25mila euro di lavori ma l’ente non acconsente
PESCARA. L'erba è alta almeno un metro e mezzo. Tutti i giochi all’interno, tra altalene, scivoli e casette per i bambini che si intravedono sommersi da una vegetazione completamente incolta sono deteriorati dall’abbandono. L’area è immersa in un silenzio tombale, in contrasto con il fragore delle risate dei piccoli che dovrebbero invece animarla. Tutto attorno, nelle vicinanze della recinzione, è un ricettacolo di rifiuti gettati attraverso le ringhiere. Persino la targa che indica nella Provincia di Pescara la proprietà appare scolorita, simbolo del disinteresse per un’area che sembra essere stata cancellata dalla memoria degli amministratori provinciali. È la stessa Provincia che va a caccia di 100 milioni del Recovery Plan – per creare un nuovo casello autostradale a Cappelle sul Tavo e fare una maxi galleria fino a Fosso Grande, ampliare due scuole a Pescara, costruire piste ciclabili lungo i fiumi Pescara e Saline e fare piste da sci sul Voltigno – ma non riesce a tenere aperto un giardino nel centro di Pescara, proprio sotto la sede dell’ente: sono anni che il parco Michetti è abbandonato a se stesso e sono anni che dalle finestre della Provincia si vede sempre lo stesso degrado. La Provincia pensa alle grandi opere ma non riesce a garantire la manutenzione di un giardino.
Il cancello è costantemente chiuso e l’area con ingresso in via Avezzano che dovrebbe essere un piccolo polmone verde in pieno centro è invece luogo di degrado. La Provincia di Pescara proprietaria del parco vicino palazzo Quadrifoglio non si occupa della manutenzione ordinaria, né tantomeno di tenere il parco aperto al pubblico. Dopo che in passato era stato tentato l’affidamento all’esterno senza risultati, a gennaio 2019 il presidente dell’ente Antonio Zaffiri aveva annunciato una convenzione con il carcere di Pescara per affidare la cura del parco ai detenuti. Ma nemmeno quell’iniziativa ha portato alcun frutto. All’inizio di quest’anno, il consiglio comunale aveva approvato una mozione presentata dai consiglieri di centrosinistra, per trasferire la gestione del parco al Comune, affinché si potesse occupare della rivalorizzazione, così da restituirgli il giusto decoro e soprattutto rimetterlo a disposizione della collettività. «Speravamo di poter prendere la gestione del parco», ammette il vicesindaco con delega al Verde pubblico Gianni Santilli, «per riqualificare tutta l’area, ingiustamente abbandonata. Abbiamo anche ricevuto l’offerta da parte di un imprenditore privato che si è più volte dichiarato disposto a finanziarne personalmente la riqualificazione con un investimento di 25mila euro». Sembrava tutto pronto per restituire dignità al parco inaugurato negli anni ’90, ma invece un mese fa, improvvisamente è arrivato il dietrofront della Provincia che ha deciso di non cedere più la gestione, ma continua a tenere chiusi i cancelli. E il parco resta abbandonato.
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