Il parroco e i bambini piangono Maxim

21 Luglio 2014

Folla ai funerali del bimbo soffocato dal padre, don Giovanni si commuove. La Russia apre un’inchiesta sull’adozione

PESCARA. E’ con le lacrime che don Giovanni Masciulli inizia l’omelia per salutare «l’angelo biondo», per dare conforto «ai vivi affinché riprendano a camminare». «Ho battezzato Maxim», dice il parroco della chiesa del Sacro Cuore raccontando alle seicento, settecento persone perché anche lui non regge alla perdita del bimbo russo di 5 anni che, durante una delle tante messe, «era salito sull’altare, era venuto a salutarmi riempiendomi di gioia».

«Preghiamo per Maxim, morto in una situazione misteriosa»: piange, don Giovanni, di fronte alla piccola bara bianca coperta da fiori e su cui, accanto, gli amichetti di Maxim hanno posto un manifesto colorato con la scritta “sarai sempre con noi”. Sono i bambini della scuola di ginnastica artistica Aternum, la stessa che frequentava il bimbo russo di cinque anni soffocato con un cuscino dal papà Massimo Maravalle, rinchiuso in carcere dalla notte della tragedia di via Petrarca, quella che ha cambiato la vita di Patrizia Silvestri. E’ alla donna, 47 anni, avvocato nello studio Vasile, che il parroco si è rivolto quando ha invitato a trovare la forza per andare avanti, la frase conclusiva di una funzione tragica che la folla in chiesa ha voluto accompagnare con un lungo applauso.

Maxim era arrivato nel 2012 da un orfanotrofio di una cittadina di circa 200 mila abitanti della Siberia, si era ambientato a Pescara ed era stato accolto da una famiglia premurosa e attenta fin quando, nella notte tra giovedì e venerdì, la mente del papà Maravalle, in cura da otto anni per problemi psichiatrici, non è andata in tilt togliendo la vita al piccolo. «Maxim è morto in una situazione misteriosa», ha ripetuto il parroco per poi domandarsi: «Chi può dirigere i suoi passi in autonomia e lucidità anche conoscendosi?». «Il Signore ha voluto un angelo biondo venuto da lontano per amore di Dio e dei genitori adottivi», ha proseguito il parroco tra singhiozzi, fazzoletti, occhiali scuri. Tanti avvocati si sono stretti alla famiglia tra cui il presidente dell’ordine Danato Di Campli oltre all’avvocato Alfonso Vasile così come il sindaco e legale Marco Alessandrini, l’assessore Giuliano Diodati e un’associazione russa. Palloncini bianche e ancora un applauso per Maxim prima della partenza del feretro verso il cimitero di Montesilvano.

La Russia apre un’inchiesta. Proseguono le indagini volte ad esaminare il fascicolo dell’adozione di Maxim, arrivato a Pescara quando aveva circa due anni e mezzo. Se nei giorni scorsi gli agenti della squadra Mobile alla guida di Pierfrancesco Muriana hanno ascoltato come testimone lo psichiatra che aveva in cura Maravalle da otto anni e che ha detto di essere estraneo all’adozione, da oggi gli agenti coordinati dal pm Andrea Papalia acquisiranno al tribunale dei minori il fascicolo del bimbo. Ma un’inchiesta collaterale a quella della procura pescarese sarebbe stata aperta proprio in Russia. Secondo l’agenzia Adnkronos, che cita l’agenzia di stampa russa Itar-Tass, «le autorità giudiziarie della regione russa di Amur hanno aperto un procedimento penale per negligenza sulla gestione della documentazione per l’adozione del bambino ucciso». Lo ha detto all’agenzia di stampa russa il portavoce della commissione investigativa russa Vladimir Markin secondo cui «la decisione di aprire il procedimento è stata presa dopo un’indagine procedurale dalla quale sono emerse informazioni su una possibile negligenza che i funzionari statali della regione di Amur avrebbero commesso nell’elaborazione dei documenti per l'adozione del bambino nel 2012». L’Itar-Tass ricorda che «ai parenti di Maxim e ad altri cittadini russi, venne negata l’adozione del bambino ed è anche su questo che si concentrerà l'inchiesta». Circostanze che, al momento, non trovano conferma, dovranno essere verificate iniziando dall’acquisizione del fascicolo all’Aquila.

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