Il parroco spegne le campane, il sindaco chiede di riattivarle

La vicenda dopo le firme contro l’alto volume dei rintocchi La stessa diatriba, 15 anni fa, finì davanti al giudice di pace
SCAFA. Dopo oltre quindici anni, riaffiora, in contrada Decontra di Scafa, il problema legato allo scampanio dell'orologio della torre campanaria della piccola chiesa della frazione, intitolata a Sant'Antonio e Santa Maria Goretti. All'epoca i rintocchi dell'orologio erano continuativi per 24 ore, ogni quarto d'ora con le varie intensità acustiche dipendenti dal segnale dell'ora o dei suoi quarti.
Un residente si mostrò fortemente infastidito dai «martellanti colpi di delle campane», tanto che l'argomento fu portato in giudizio davanti al giudice di pace di San Valentino che respinse l'istanza di chi voleva zittirle lasciando che potessero continuare a svolgere continuativamente le funzioni alle quali erano state destinate da sempre. Anche se poi, l’allora parroco della chiesa di Decontra, padre Lino, intervenne limitando le emissioni sonore dell’orologio nelle solo ore diurne (dalle 8 del mattino alle 21.30) per non turbare il sonno di chi reclamava «il diritto di poter dormire».
Pari pari oggi, si ripresenta il disagio dichiarato da un residente, che scrive all'Arta e alla Asl per chiedere una verifica dei livelli di sonorità della torre campanaria, allegando un'istanza con tante firme dei parrocchiani di Decontra, che vorrebbero che quelle campane fossero tacitate.
E nel frattempo che dagli enti preposti alle verifiche di rumorosità delle campane (la numero 3 che batte le ore e la numero 4 le sue frazioni), arrivi la comunicazione del giorno in cui saranno effettuati i rilievi del caso, non programmabili con certezza in questi giorni di pandemia da Codvid-19, il parroco don Antonello Graziosi ha interrotto le emissioni sonore dei segnali campanari a eccezion fatta per le “scampanate”che avvertono degli inizi delle funzioni religiose.
E di questa decisione se ne rammarica però il sindaco Maurizio Giancola, il quale in una nota rappresenta il proprio disappunto rispetto alla decisione del parroco.
«Sarebbe stato opportuno non interrompere l’utilizzo delle campane», scrive il primo cittadino, «e tenerle in funzione fino alla verifica dell’intensità sonora. Vorrei suggerire a don Antonello di riattivare l'utilizzo dell'orologio campanario con l'impegno economico anche della comunità parrocchiale».
Per Giancola quei suoni sono di notevole importanza per tenere viva ed emotivamente coinvolta la comunità cittadina. Tanto che ci tiene a sottolineare che «le campane, anche quelle di un orologio campanario, sono da sempre il simbolo della nostra civiltà cristiana e trasmettono un forte senso di appartenenza al una comunità. Per Decontra rappresentano un sentito elemento di orgoglio e di distinzione».
A sciogliere ogni dubbio potranno essere i risultati del rilievo acustico che, solo qualora superassero la soglia dei decibel ammessi, potrebbero condizionare l’utilizzo delle amate odiate campane.
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