Il Pd all’opposizione è diviso sulla scelta di appoggiare Luciani

23 Settembre 2015

Francavilla, partito a rischio scissione sulla candidatura alla prossima tornata amministrativa di maggio 2016

FRANCAVILLA. Pd alle strette in vista delle amministrative di maggio. Il sindaco Antonio Luciani ha schierato il suo staff per la campagna elettorale che lo vede candidato a capo di una coalizione civica di centro sinistra. Particolarmente delicata si prospetta la situazione per il partito, che schierato all’opposizione con il gruppo consiliare, deve fare al più presto una scelta se vuole riavvicinarsi a Luciani e correre con il sindaco uscente e il suo schieramento per le elezioni di maggio 2016.

Più volte, il sindaco ha ribadito che non accetterà candidature dell’ultimo minuto. Lasciando la porta aperta a tutte le forze politiche presenti in città, Luciani ha detto chiaramente che chi vuole sostenerlo deve farlo fin dall’inizio. I tempi sono stretti per chi deve prendere una decisione, e nel Pd locale si registra una certa tensione. Il direttivo è diviso fra due posizioni. Da una parte c’è il gruppo che ha appoggiato la richiesta dei consiglieri Stefano Di Renzo e Donato La Barba, di ricorrere alle primarie per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra, senza dare per scontato l’appoggio a Luciani; dall’altra, il gruppo che vorrebbe ricucire al più presto lo strappo con il sindaco, per correre insieme la campagna elettorale. Soluzione auspicata da tempo anche dai vertici del partito, in particolare dal presidente regionale, Camillo D’Alessandro.

Il segretario cittadino, Edoardo Viani, non si sbilancia. «Nessuna tensione nel direttivo, solo uno scambio dialettico. Per ora Luciani ha messo in campo quattro liste civiche. Noi, a breve, ci confronteremo con i livelli superiori del partito. Il Pd farà le sue valutazioni e insieme agli iscritti si deciderà il da farsi» dichiara Viani. «Per ora non c’è nulla di deciso né di scontato». Eppure la questione delle primarie sì, primarie no, sembra che non sia stata ancora superata del tutto. Il documento con la richiesta delle primarie avanzata dal gruppo di Di Renzo e La Barba, sarebbe stato messo a votazione dal segretario Viani. La richiesta è stata bocciata e la votazione contestata dai proponenti, in quanto le primarie sono uno strumento previsto dallo statuto regionale del Pd.

Inoltre, ad acuire la tensione nel partito cittadino, avrebbe contribuito la presentazione, a sorpresa, in quanto non inserita all’ordine del giorno dell’assemblea, di una mozione per dare mandato al capogruppo consiliare Pd, Tina Di Girolamo, per trattare con Luciani l’appoggio del Pd alle prossime elezioni. Se il Pd cittadino non riuscirà a trovare un’intesa, non è esclusa una scissione fra gli iscritti. Una parte del centrosinistra, infatti, sembra orientato a sostenere un’eventuale candidatura a sindaco di Stefano Di Renzo.

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