Il Pd caccia i tre fedeli di Marinelli

4 Giugno 2016

Pianella, il partito cancella Faieta, Minetti e Pozzi che appoggiano il centrodestra

PIANELLA. La commissione regionale di garanzia del Pd cancella dall’anagrafe degli iscritti tre consiglieri comunali Pianella, da poco entrati, esponenti della maggioranza del sindaco di Forza Italia Sandro Marinelli. I tre epurati sono il vice sindaco e assessore Lavori pubblici Antonio Faieta, il presidente del consiglio comunale Alessandro Minetti e il vice presidente del consiglio, con delega al Bilancio, Marco Pozzi. Gli amministratori avevano preso la tessera del Pd lo scorso novembre, un’adesione che scatenò non poche polemiche in seno al circolo cittadino del partito. «I tre in violazione dello statuto Pd risultavano iscritti al partito mediante tesseramento in vari modi, online e presso sede provinciale fuori di Pianella, pur facendo parte di una compagine di governo della città diversa, in contrasto il Pd», spiega il segretario dem di Pianella Gianni Filippone, consigliere comunale di opposizione, «pertanto ho fatto ricorso alle commissioni di garanzia territorialmente competenti. Con la decisione assunta di cancellare dagli elenchi degli iscritti i tre, si pone fine oggi a equivoci e giochi di potere che ricadevano ingiustamente sulla immagine del partito e su quanti credono nel lavoro, nella politica per il bene comune». Per poter restare nel Pd Faieta, Pozzi e Minetti avrebbero dovuto «cambiare verso» e prendere le distanze dalla giunta Marinelli, che pur essendo guidata da un lista tecnicamente civica è composta da esponenti del centrodestra, come l’assessore Davide Berardinucci, membro di Forza Italia provinciale. «La commissione di garanzia ha ritenuto all’unanimità di disporre la cancellazione dall’anagrafe degli iscritti, a cura della segreteria provinciale, entro 15 giorni», conclude Filippone, «non è sufficiente versare la quota d’iscrizione e avere la tessera on-line per diventare rappresentanti di un gruppo politico, spendendo il logo del partito senza nessun titolo». (g.d.l.)