Il Pd: «Gran Sasso, è necessaria traparenza su acqua e viabilità»

5 Novembre 2024

I consiglieri dem Mariani e Pietrucci: «Politica assente, da chiarire alcune zone d’ombra sulla vicenda» La replica di Marsilio: «L’unico momento di confusione creato da loro con la ministra De Micheli»

L’AQUILA. Il punto sul “Sistema Gran Sasso”: è l’obiettivo che si prefiggono Pierpaolo Pietrucci e Sandro Mariani con il workshop organizzato per domani alle 15 nella Sala Ipogea del Consiglio Regionale, all’Aquila. I due consiglieri Pd propongono un momento di confronto, aperto a tutta la cittadinanza, tra istituzioni, enti ed esperti sugli avvenimenti che hanno interessato nelle ultime settimane l’acquifero e la viabilità del traforo del Gran Sasso.
Lo scorso 14 ottobre, ricordiamo, era stato disposto sotto il traforo il senso unico alternato per permettere di effettuare alcuni sondaggi preliminari: solo nove giorni dopo, il traforo era stato riaperto, a causa di un innalzamento dei livelli di torbidità dell’acqua.
«La nostra è una vera e propria “operazione trasparenza” su un tema complesso che ha destato preoccupazione e numerosi interrogativi nella collettività», sottolinea Pietrucci. «Per questo motivo abbiamo invitato i tecnici del settore, gli amministratori dei territori coinvolti e la politica tutta che, su questa vicenda, è stata forse la vera assente. Un momento di confronto franco e chiaro che, siamo convinti, aprirà finalmente un dibattito sul “tema Gran Sasso”, su un bene strategico come l’acqua, sulla sicurezza sotto il traforo e sulla viabilità, strategica per le province di Teramo e L’Aquila».
«In queste settimane», precisa Mariani, «in Commissione Vigilanza abbiamo intrapreso un percorso di analisi e di confronto tra i soggetti interessati per fare chiarezza su due temi fondamentali: la tutela dell’acqua, bene prezioso e imprescindibile che va sempre difeso, e la viabilità sotto il Gran Sasso, che va garantita e difesa. Grazie a questo appuntamento puntiamo a fare finalmente un’informazione chiara e puntuale che possa chiarire alcune “zone d’ombra” che hanno riguardato questa vicenda».
All’annuncio del workshop dei due consiglieri regionali Dem, puntuale è arrivata anche la replica del presidente della Regione, Marco Marsilio, che respinge ogni addebito sulla questione. «I consiglieri regionali Pd Pietrucci e Mariani», così la nota di Marsilio, «annunciano un’“operazione trasparenza” sul Gran Sasso, lamentando l’“assenza” della politica. Forse, ad essere stati assenti sono stati gli esponenti del Pd, che hanno rivestito nel tempo importanti incarichi istituzionali. Da parte nostra, sin dal giorno del mio insediamento nel febbraio 2019, ho affrontato lo scottante dossier, che il presidente facente funzioni, Giovanni Lolli, mi trasmise nel tradizionale passaggio di consegne. Incombeva la minaccia della chiusura del traforo e di un possibile sequestro da parte della magistratura».
Marsilio ricorda quanto fatto finora dall’attuale giunta. «Abbiamo posto il tema di questa emergenza al governo Conte I. Con il ministro Toninelli abbiamo fatto approvare la norma per istituire un Commissario per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, nominato il commissario e stanziati i primi 120 milioni. Ho riunito e presieduto regolarmente la Cabina di regia istituita dalla legge, dove tutte le parti interessate (Comuni, Province, Parco Gran Sasso, Asl, ministeri e Laboratori del Gran Sasso) si confrontano per individuare soluzioni e condividere il lavoro del Commissario». Tutto pubblico, pubblicato e trasparente, sottolinea il governatore.
L’unico momento di “confusione”, secondo Marsilio, «lo ha creato il Pd durante il governo Conte II, quando la ministra De Micheli ha pensato di nominare un commissario per la messa in sicurezza sismica della A24 e A25, creando la “sovrapposizione” nel tratto del traforo».
«Il Gran Sasso non ha bisogno di altri fiumi di parole, espressi da soggetti in crisi di ruolo e in cerca di un quarto d’ora di visibilità, che organizzano sedicenti “workshop istituzionali”, così chiamati per nascondere la realtà di un'iniziativa di partito (che sarebbe assolutamente legittima e, questa sì, “trasparente”). Iniziativa alla quale invitano personalità istituzionali – come il sottoscritto – senza aver prima usato la cortesia di verificarne l’agenda e la disponibilità. Magari per reclamare un minuto dopo l’“assenza” e il “disinteresse” al grave problema...»
«Se oggi si discute dei problemi creati dai lavori», conclude Marsilio, «è perché qualcosa (e qualcuno) si è finalmente mosso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA