Il Pd: non c’è un piano, solo interventi spot

L’opposizione boccia il centrodestra: «Autovelox ai Colli e lavori in viale Marconi, troppi errori»
PESCARA. Un’amministrazione «priva di visione strategica, che non ragiona in ottica di Nuova Pescara, capace solo di interventi spot». È una sonora bocciatura quella che arriva dal centrosinistra in Comune nei confronti della giunta Masci. In occasione della fine dell’anno, il capogruppo Pd Piero Giampietro e i consiglieri Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Stefania Catalano e Marinella Sclocco (lista Sclocco sindaco), hanno tracciato un bilancio di quanto fatto dal Comune.
«L’anno si è aperto con il cantiere di viale Marconi e si chiude con lo stesso cantiere rimasto irrisolto», afferma Giampietro, «con la promessa di rimettere a posto le buche sulle strade e si chiude con quelle stesse strade che ora hanno delle voragini e la promessa è ancora la medesima». Inevitabile il riferimento al progetto dell'area di risulta, in una porzione della quale la giunta intende realizzare il palazzo della Regione. «Nonostante un partecipato consiglio comunale e richieste delle associazioni», sottolinea Pagnanelli, «con arroganza stanno andando avanti con un progetto con cui pensano di lasciare un'impronta definitiva nella città, ma che invece diventerà una cattedrale nel deserto». All’elenco Sclocco aggiunge l’area dell’ex Cofa su cui sorgerà il centro di ricerca dell’università. «Quest’amministrazione non ha un’idea organica per la città, ma svende pezzi importanti del territorio ad altri enti e istituzioni, senza dire nulla». E ancora la lista degli errori stilata dai consiglieri prosegue con l’autovelox di via di Sotto e l’installazione di nuovi T-red, i progetti degli asili su aree adibite a verde, «parcheggi improvvisamente divenuti a pagamento e oggi quotidianamente deserti», la fontana di piazza Salotto, «che rappresenta l’approccio che Masci ha dato con interventi non ragionati in base a una visione urbanistica della città, ma per riempire» e il progetto di via Lago di Borgiano, «completamente decontestualizzato, concepito come un giardino di lillipuziani», ironizza Presutti, «per persone che vogliono vivere isolate, mentre invece, in un quartiere popolare gli spazi dovrebbero essere pensati per favorire l’incontro e la socialità».
Per il centrosinistra, si sono fatti passi indietro enormi anche in termini turistici: «Secondo i dati regionali, il numero degli arrivi registrati in estate a Pescara si è ridotto rispetto al 2019, il che denota che anche la narrazione fatta di un boom economico in realtà non è veritiera». Insufficienza anche al piano sociale che per Catalano «non è idoneo, senza interventi di sostegno alle famiglie e alle necessità dei minori. Il sindaco che ama Pescara doveva essere buon padre di famiglia e invece non lo è stato».
Sul piatto degli obiettivi non raggiunti anche la mancata approvazione degli «atti propedeutici per il bilancio, che si sarebbe dovuto approvare entro il 31 dicembre», sottolinea ancora Presutti, e una strategia legata al Pnrr, che «non ha minimamente tenuto conto della Nuova Pescara, una città che per legge deve nascere, ma che invece è stata completamente ignorata».
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