Il Pd riparte da Pescara e apre ai moderati

Enzo Bianco chiama a raccolta chi «ha il coraggio di navigare in mare aperto» Oggi le conclusioni con il dibattito su Europa e il futuro dell’editoria in Italia
PESCARA . Riparte da Pescara il popolo del Pd, «per un’iniziativa politica forte in un momento difficile nella vita del nostro Paese». E lo fa chiamando a raccolta tutti coloro che per superare le difficoltà «hanno il coraggio di navigare in mare aperto». È l’appello che Enzo Bianco, presidente di Liberal Pd, l’associazione nata dieci anni fa in seno al Partito democratico ispirandosi agli ideali europeisti del Manifesto di Ventotene, ha rivolto ieri «a tutte le forze più moderate, persino conservatrici, ma che abbiamo i nostri valori costituzionali e credano come noi all’Europa unita».
A segnare la ripartenza, che vede il Pd come il perno di una alleanza più ampia che passa attraverso il congresso e le primarie per il nuovo segretario dem, il seminario “Paura o coraggio? La società aperta risponde ai suoi nemici”, promossa da Liberal Pd, che ha visto la partecipazione di esponenti di spicco del partito e dell’associazione, tra i quali il vice presidente Loris Di Giovanni.
TRE RICHIESTE. Sono tre le richieste che Liberal Pd rivolge ai candidati. «La prima», ha detto Bianco, «è quella di un confronto serrato ma sereno, dando la percezione di persone che si confrontano sui contenuti e non sulle polemiche; la seconda è che la sera del 3 marzo, a prescindere da chi arriverà primo e sarà il segretario del Pd, gli altri candidati collaborino con lui dando una grande immagine di compattezza e unità. La terza, è che dal giorno dopo si lavori per una grande alleanza, non solo del Pd ma anche della società civile e dei movimenti liberal, attorno ad un unico candidato premier, che secondo noi è Paolo Gentiloni».
RIVOLUZIONE O INVOLUZIONE? Per un insieme di fattori, ha sottolineato Bianco, l’Occidente si trova oggi «di fronte a una pericolosa rivoluzione, o involuzione. C’è una condizione oggettiva di difficoltà delle forze tradizionali della sinistra europea. In Italia», ha detto, «da una parte c’è il sovranismo interpretato dalla Lega, con un imbarazzante fenomeno di trasmigrazione di massa di vecchi arnesi che erano lo scarto della Prima Repubblica e che oggi si presentano come i fautori del nuovo. Dall’altra, il populismo, il M5S, che dopo FI è l’unico partito italiano di proprietà privata». E poi l’affondo contro i «messaggeri dell’oscurità, persone che fondano la loro iniziativa politica su rancori e paure»
LA BOLLA SI SGONFIA. Una situazione, secondo l’ex premier Gentiloni, che tuttavia potrebbe non durare così a lungo come si potrebbe pensare. «C’è urgenza di un’alternativa nel Paese», ha detto, «e in tal senso dobbiamo capire l’importanza del Pd, che rimane centrale. Dobbiamo farci trovare pronti perché la bolla del consenso del governo potrebbe sgonfiarsi prima di quello che potremmo immaginare».
L’ex premier ha invitato il partito non solo a stare all’erta per captare i segnali di cambiamento, ma di farlo restando «con la schiena dritta. Il Pd», ha spiegato, «deve dare chiara l’immagine di un partito che fa opposizione, in Parlamento e nel Paese, che non sta al chiuso, nei circoli, a fare calcoli sul congresso».
IL GOVERNO. Tranciante il giudizio di Gentiloni circa l’operato del governo, a cominciare dalla manovra. «Manca di verosimiglianza», ha detto l’ex premier a proposito dello strumento di programmazione economica attualmente in discussione, «e questo rischia di peggiorare la credibilità dell’Italia in Europa e sui mercati. Non possiamo permetterci in Europa di essere inverosimili, di non essere credibili e di apparire un governo che dà delle cifre che non corrispondono alla realtà». E per tornare al congresso, «sono convinto che Zingaretti, Minniti e Martina, i principali candidati potranno dare un contributo a svolgere un congresso senza divisioni, senza abiure e senza personalismi. Ciascuno deve prendersi la sua parte di responsabilità».
CALA IL SIPARIO. Oggi il seminario si chiude (a partire dalle 9.30, nella sala Tinozzi della Provincia, con il dibattito sul tema “Rilanciare l’Europa, unico vero riferimento della società aperta”. A seguire “Quale quadro politico e normativo per lo sviluppo dell’editoria nel nostro Paese”.

