Il Pd: «Sull’ex Cofa riapriamo il dibattito»

Il progetto dell’ateneo da 18 milioni. Giampietro: dopo l’esclusione, ascoltiamo associazioni e cittadini
PESCARA. «Coinvolgere la città sulle idee». Sul futuro dell’ex Cofa, dopo l’esclusione del progetto dell’università d’Annunzio dalla torta dei finanziamenti per il Sud, interviene il Pd: «Chiediamo un dibattito serio su cosa la città vuole realizzare in quell’area con le idee rivolte al futuro e non a modelli superati».
Il progetto dell’ateneo, in collaborazione con il Comune, la Regione Abruzzo, proprietaria dell’area, l’università Politecnica delle Marche, la Camera di commercio e la Confindustria Chieti-Pescara, si è classificato al 29° posto nella graduatoria dell’Agenzia per la coesione sociale a fronte di 27 soluzioni finanziate: secondo il governatore Marco Marsilio e secondo il sindaco Carlo Masci, ci sarebbe «grande speranza» di un ripescaggio. Il rettore Sergio Caputi, invece, ha annunciato che chiederà gli atti della selezione per «controllarne» ogni fase.
«Sull’ex Cofa», dice Piero Giampietro, capogruppo Pd in Comune, «era necessario aprire un dibattito pubblico, non chiudersi a riccio parlando ai pescaresi solo a cose fatte. Il primo blitz firmato dalla giunta Masci, ovvero il trasferimento del polo universitario da viale Pindaro all’ex Cofa, è stato stato un buco nell’acqua, e rischia di esserlo anche il secondo blitz. E non dimentichino che nel frattempo il sindaco in persona aveva annunciato che sull’ex Cofa sarebbe stata realizzata la nuova sede della Regione Abruzzo, salvo poi cambiare idea. Ma in particolare sul progetto Eassitech non abbiamo affatto apprezzato il metodo autarchico della giunta: per settimane abbiamo chiesto spiegazioni sul progetto anche solo per poter esprimere una valutazione, e abbiamo trovato molta reticenza a fornire informazioni persino su quale fosse il partenariato».
Lo studio dell’ateneo prevede tra mare e fiume un centro di ricerca in un’area da 32mila metri quadrati: un parco urbano attrezzato con una piazza teatro, una piazza del mare e una piazza dell’agorà, tre edifici per aule e laboratori universitari, sala conferenze e uno spazio espositivo. «La giunta Masci ha voluto chiudersi a riccio e ha messo la città davanti al fatto compiuto», dice Giampietro, «senza coinvolgere nessuno, nella ormai nota allergia al confronto. Abbiamo voluto aspettare l’esito di questo percorso, ora aspettiamo anche l’eventuale possibilità di scorrimento della graduatoria, ma se il posizionamento insufficiente di Pescara sarà confermato, riteniamo che sia giusto fermare i blitz e aprire un dibattito serio su cosa la città vuole realizzare in quell’area con le idee rivolte al futuro e non a modelli superati. Coinvolgendo tutti i soggetti, inclusa l’università, i suoi docenti e i suoi studenti, così come le forze economiche e sociali, le associazioni, i professionisti, i semplici cittadini. Coinvolgere la città sulle idee», conclude il consigliere Pd, «era il compito del Comune da subito e resta un’opportunità».

