Il Pd: «Terzo settore tartassato»
La Regione non toglie l’Irap alle Associazioni di volontariato, chiesta una legge
L’AQUILA. «La Regione aiuti il Terzo settore», lo invocano il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci e il consigliere Antonio Blasioli attraverso una risoluzione presentata ieri in Commissione regionale Bilancio. I due esponenti dell’opposizione chiedono di estendere l'esenzione lrap a tutti gli enti non commerciali presenti nel Registro unico nazionale del Terzo settore, per evitare che le spese e gli oneri a loro carico siano più imponenti delle loro attività a livello contabile. Parliamo di centinaia di sigle che rappresentano in Abruzzo la galassia del volontariato da sostenere con una misura che può essere concretizzata già dal 2024. Non c’è nulla di più sostanziale ed equo per realtà che ogni giorno trattano, senza trarne alcun profitto, materie sensibili, si occupano di soggetti fragili e lo fanno fra mille difficoltà burocratiche e di altro tipo.
«Il Codice del Terzo settore lascia alle Regioni la facoltà di agire», spiegano i due consiglieri dem, «ad oggi la Valle d'Aosta ha previsto l'esenzione senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale, così hanno fatto anche altre regioni prevedendo aliquote agevolate come Piemonte, Campania e Umbria. In Abruzzo le realtà di diritto e gli enti iscritti all'anagrafe unica delle Onlus sono esentati dal pagamento dell'Irap solo da quest'anno. Ma la situazione attuale, che si trova in una fase di transizione», sottolineano, «crea delle evidenti iniquità». La normativa vigente consente l’esenzione alle sole Onlus e quindi, senza una legge ponte, quelle che ora si chiamano Odv (ex Onlus) e Aps (non sempre Onlus), una volta trasmigrate nel Registro unico nazionale del Terzo settore, non potranno continuare a beneficiare dello sgravio dell'imposta regionale. «Serve un’iniziativa, che è quella chiesta nella risoluzione, invocata anche dalle realtà interessate, che estenda l'esenzione Irap, altrimenti», concludono i due esponenti del Pd, «molte di loro dovranno versare cifre consistenti e inconciliabili con bilanci che rispecchiano la natura non lucrativa dell'attività svolta, oltre a rendere vana la legge regionale approvata un anno fa». (l.c.)

