Il pediatra: vaccini antinfluenzali ai piccoli

13 Ottobre 2020

Lo pneumologo Silvestre: non solo per categorie a rischio, importante anche per bimbi e adolescenti

PESCARA. Vaccinazioni antinfluenzali anche per i bimbi, dai 6 mesi ai 10 anni. Sono raccomandati dal ministero della Salute nell’anno dell’emergenza Covid e il provvedimento trova d’accordo i pediatri «bombardati dalle chiamate di mamma e papà preoccupati anche per i sintomi di un banale raffreddore» rivela Gaetano Silvestre, specialista pediatra pneumologo e già direttore dell’unità operativa semplice dipartimentale di Fisiopatologia respiratoria pediatrica dell’ospedale Santo Spirito di Pescara.
«C’è necessità di fare chiarezza», dice lo specialista che sollecita «le famiglie a vaccinare i bimbi contro l'influenza in tempi di pandemia da Sars Cov 2». Con gli studi pediatrici presi d’assalti in questo periodo storico in cui i due virus si incrociano generando paure tra i genitori, l’esperto spiega che «l'obiettivo è quello di prevenire e contestualmente semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, in considerazione dei sintomi simili tra Covid e influenza». Va nei dettagli, il pediatra pescarese e spiega che «i bambini da zero a 5 anni si ammalano di influenza dieci volte di più rispetto a un anziano e 5 volte di più degli adulti. Da 6 a 14 anni si ammalano d’influenza 8 volte di più degli anziani e 4 rispetto agli adulti». E, dunque, in un contesto in cui l’emergenza coronavirus si sovrappone alla stagione influenzale, generando panico nelle famiglie già messe sotto pressione dai casi di contagio in aumento nelle scuole, lo specialista ricorda che proprio «le scuole possono essere tra i più significativi centri di diffusione dell’influenza, a causa della loro ampia popolazione, degli alti livelli di stretti contatti sociali». Pertanto Silvestre alza l’asticella dell’attenzione e suggerisce alle famiglie «il vaccino anche per i bimbi dai 6 mesi ai 6 anni che frequentano stabilmente gli asili o le altre comunità, oltre ai soggetti a rischio previsti dalla circolare ministeriale». I vaccini, gratuiti, sono raccomandati «ai bambini sani, dai 6 mesi ai 10, fino all’età adolescenziale, e agli operatori scolastici». Vaccinandosi, questi ultimi «riducono fortemente di ammalarsi e trasmettere la malattia a famiglie e allievi, fra i quali vi possono essere soggetti immunodepressi».
Per tranquillizzare le famiglie, Silvestre spiega che «l'influenza è una malattia respiratoria provocata da virus che infettano le vie aeree, naso, gola, polmoni. Ma «spesso vengono impropriamente etichettate come “influenza” diverse affezioni delle prime vie respiratorie, sia di natura batterica che virale che possono presentarsi con sintomi molto simili». Ora però, spiega, «siamo in un momento cruciale dell’anno in cui esiste una co-circolazione di virus influenzali e Sars Cov2», per cui, analizza il pediatra pneumologo, «l’inserimento di bambini e adolescenti sani nelle categorie da immunizzare contro l’influenza è fortemente sollecitato anche in Italia. Da oltre 20 anni il mondo scientifico sottolinea i rischi derivanti dall’influenza in età pediatrica e l’importanza della vaccinazione preventiva» perché, conclude Silvestre, «il sistema immunitario dei bimbi non è completamente sviluppato e quindi è più facilmente esposto alle infezioni».
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