Il perito dirà se l’indagata dice il vero
La procura nomina il geometra Ruggeri per chiarire come si è sfrenata l’auto
L’AQUILA. Sarà la perizia tecnica sulla Passat affidata al geometra Cristiano Ruggeri a rispondere all’interrogativo chiave dell’inchiesta sulla morte del piccolo Tommaso D’Agostino e sul ferimento di cinque bambini dell’asilo “Primo maggio” dell’Aquila.
Il titolare del fascicolo sull’incidente costato la vita al bimbo di 4 anni è il sostituto procuratore Stefano Gallo che coordina le indagini portate avanti dalla Squadra mobile dell’Aquila. Nel corso dell’interrogatorio la conducente del veicolo, indagata per omicidio e lesioni stradali, ha ripercorso gli attimi che hanno fatto da preludio alla tragedia. La 38enne ha riferito di aver parcheggiato l’auto in piano con la prima marcia inserita, ma di non aver schiacciato il pulsante del freno a mano elettronico. Poi è scesa per andare a prendere le figlie, due gemelline di 5 anni, all’asilo lasciando in auto il figlio maggiore di 11 anni e mezzo. È stato quest’ultimo a richiamare la sua attenzione quando la macchina si è sfrenata. La donna ha tentato di fermarla, ma invano. Al magistrato ha detto anche che il figlio le ha riferito di aver tolto inavvertitamente la marcia. Un racconto che però dovrà trovare conferma nella perizia tecnica. Ma c’è un altro aspetto che gli inquirenti non hanno intenzione di sottovalutare e riguarda la sicurezza dei luoghi scolastici, in particolare del cortile esterno. Si dovrà fare chiarezza sulla destinazione della discesa, alla quale si accede da un cancello lungo via Salaria Antica Est. Era una zona destinata a parcheggio o alla sosta breve delle auto dei genitori? Chi è stato sul posto ha notato che non c’è segnaletica né orizzontale, né verticale. Prima di piombare sui bambini la Passat ha sfondato una recinzione di metallo che era ancorata a terra e non a un muretto di cemento. La barriera era sufficientemente robusta per la salvaguardia dell’incolumità dei piccoli alunni? A queste a e altre domande stanno cercando di rispondere gli investigatori. Sulle indagini c’è il massimo riserbo. (f.d.m.)
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