Il ponte riapre alle bici Ma un tratto resta chiuso

Completati i lavori del Comune sul percorso ciclopedonale di via Valle Roveto Si pedala da piazza Pierangeli al ponte delle Libertà. Passaggio sbarrato sul fiume
PESCARA. Una parte è fatta. L’altra resta da fare. Da ieri è tornato praticabile un pezzo del percorso ciclopedonale di via Valle Roveto, per cui ci si può spostare dalla zona di piazza Pierangeli fino al ponte delle Libertà. Resta chiuso, invece, il tratto che attraversa il fiume Pescara. L’apertura a bici e pedoni del tratto rimesso a nuovo è stata salutata dal Comune con una cerimonia, con tanto di taglio del nastro e pedalata inaugurale. C’erano il sindaco Marco Alessandrini, il vicesindaco Antonio Blasioli, i consiglieri Marco Presutti, Piero Giampietro, Stefano Casciano e il dirigente del Settore Lavori Pubblici Giuliano Rossi.
I lavori si sono resi indispensabili perché il percorso, di competenza della Provincia e non del Comune, è stato danneggiato dai vandali e non era più sicuro. Per questo motivo è stato chiuso con un’ordinanza del sindaco firmata il 20 agosto 2015. «In attesa di una migliore definizione della proprietà del percorso ciclabile», spiega Blasioli, «il 21 dicembre 2016 il Comune ha chiesto alla Provincia di poter effettuare i lavori, poi ha rintracciato le risorse e dato il via all’intervento, affidato alla ditta Gran Sasso Costruzioni srl (per un importo di 40.690 euro più Iva). Prima si è proceduto alla rimozione delle travi di larice alpino con cui era stata realizzata l’opera. Le travi, infatti, erano rovinate dagli atti vandalici ma anche dal tempo e dell’uso».
Gli assi di legno hanno lasciato spazio alle doghe metalliche, che sono «resistenti sia agli agenti atmosferici che ad eventi di altra natura e sono di agevole percorrenza sia per i pedoni che per i ciclisti». Chi si muove a piedi o sulle due ruote potrà evitare, fa notare il vice sindaco, «di percorrere via del Circuito, dove il rischio di trovarsi in pericolo e il livello dei gas di scarico sono piuttosto elevati. Poi, una volta su via Valle Roveto, ci si può spostare sulla parte restante di pista ciclabile, fino a raggiungere il ponte Flaiano e lì si può attraversare il fiume».
Durante i lavori sul tratto rimesso a nuovo si puntava a recuperare delle doghe in legno, quelle conservate meglio, per poi usarle in sostituzione di quelle rovinate che si trovano sulla campata centrale. Ma ci si è resi conto che non era possibile perché lo stato del legno non era affatto buono. E quindi è saltato l’intervento di sistemazione della campata che attraversa il corso d’acqua. Per questo motivo resta chiusa, sbarrata. Si pensa quindi a un secondo progetto, da finanziare. «Il Comune», prosegue Blasioli, «ha stimato una spesa di 80.000 euro che speriamo di recuperare nel prossimo Piano triennale dei lavori pubblici». Ma al momento «il passaggio del fiume è comunque consentito dal Ponte Flaiano. Di fatto siamo contenti che un’arteria pedonale e ciclabile e soprattutto riservata e alternativa a via del Circuito sia utilizzabile. Da parte nostra proseguirà l’impegno, soprattutto per reperire risorse, per riaprire tutto il Ponte». Il vice sindaco ha anche lanciato l’idea di «intitolare il Ponte a Stella, l’ultima a lavare i panni nel fiume».
C’è la soddisfazione del sindaco per un impegno realizzato sul fronte della «mobilità sostenibile». Il Comune ha lavorato su una serie di progetti «per connettere e completare la rete delle piste ciclabili», partendo da una eredità del passato che «non godeva di buona salute». Il ponte di legno, danneggiato dalle fiamme, «era diventato una barriera», ma un po’ per volta l’obiettivo sarà raggiunto. E intanto «stanno per partire i lavori di riqualificazione della ciclabile che corre sul lungofiume sud». (f.bu.)
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