Il preside Bocchia: «Bene l’insegnamento virtuale»

La didattica a distanza sta funzionando. E consentirà anche di dare una valutazione finale agli studenti, che non perderanno l’anno scolastico. Scongiurato il 6 politico, mentre sugli esami di Stato...
La didattica a distanza sta funzionando. E consentirà anche di dare una valutazione finale agli studenti, che non perderanno l’anno scolastico. Scongiurato il 6 politico, mentre sugli esami di Stato restano dubbi sulle date. Per Giuliano Bocchia, dirigente scolastico del Liceo scientifico “Da Vinci” di Pescara, «non si può andare a settembre. Verrebbe inficiato il nuovo anno accademico».
Si tornerà sui banchi di scuola entro giugno?
«Con molta probabilità, termineremo l’anno scolastico con la formazione a distanza. Si proseguirà fino a giugno, in quanto la situazione è tale da non consentire il ritorno fisico in aula. La didattica on line sta dando buoni risultati: è un sistema di approccio molto diverso, che presuppone compiti differenti rispetto a quelli dati in presenza. Ma le basi pedagogiche ci sono e, se l’emergenza lo richiederà, si può continuare senza grandi problemi».
Esiste il rischio del 6 politico?
«Assolutamente no. Non ci saranno neppure bocciature a giugno, piuttosto un gran numero di crediti che rimanderanno le valutazioni finali ad agosto. Ma la scuola sta andando avanti: la videoconferenza si presta bene al dialogo, si sta lavorando sull’autonomia e la responsabilità dello studente e sui compiti di realtà, lasciando ai ragazzi qualche giorno per costruire un elaborato che non ha un confine netto e delimitato, ma abbraccia diverse discipline. Una buona base per la valutazione nelle varie materie. La cosa importante è far lavorare le classi virtuali in serenità e tranquillità».
Come stanno reagendo gli studenti al nuovo metodo di apprendimento?
«Sono stimolati, curiosi. Raccolgono video ed elaborati. C’è chi ha messo in campo rivisitazioni dei personaggi dell’antichità in chiave teatrale e chi ha ricostruito visite nei musei virtuali. Si sta dando ampio spazio alla creatività, alla rielaborazione e alla ristrutturazione. Metodi, tutto sommato, anche migliori per la valutazione finale».
Gli insegnanti stanno andando avanti con i programmi di studio?
«Il programma è come un trenino, deve procedere. I docenti forniscono pillole di contenuti ai ragazzi, che le vedono e approfondiscono quando vogliono, nell’arco della giornata. La spiegazione classica ormai è desueta, il tempo in cui si sta insieme è quello del laboratorio on-line e il momento dell’apprendimento coincide con la riflessione individuale, lo studio e la rielaborazione dei contenuti».
Gli esami di stato slitteranno a settembre?
«Credo che si debbano fare nei tempi giusti, a giugno. Un’ipotesi ancora tutta da valutare è quella di far fare solo gli orali, ma non è possibile andare oltre. A settembre deve iniziare il nuovo anno e un simile slittamento delle tempistiche inficerebbe anche il nuovo corso accademico. Gli esami di Stato sono validi come titolo legale, non possono essere in alcun modo bypassati o rimandati oltre tempo massimo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

