Il primo colloquio di lavoro? Non chiedete soldi e siate sinceri

5 Aprile 2017

PESCARA. Come si affronta il primo colloquio di lavoro? L'atteggiamento giusto è essere se stessi, senza infingimenti. Pagano la sincerità, la verità, la disponibilità a mettersi in gioco, a...

PESCARA. Come si affronta il primo colloquio di lavoro? L'atteggiamento giusto è essere se stessi, senza infingimenti. Pagano la sincerità, la verità, la disponibilità a mettersi in gioco, a viaggiare, a essere flessibili sui cambiamenti, a raccontare con onestà il proprio percorso professionale anche se lastricato di incertezze e cambi di rotta, a darsi degli obiettivi di successo. Un suggerimento? «Allenarsi a fare colloqui nelle agenzie della città».

Non paga la richiesta immediata della contribuzione economica e innescare una competizione col proprio intervistatore.

E' quanto hanno imparato ieri mattina 300 studenti di Economia aziendale all’università D'Annunzio di viale Pindaro, nel corso di uno dei tre seminari formativi organizzati, in collaborazione con Humagest, agenzia del lavoro pescarese sorta nel 2005 con una esperienza consolidata nel settore della consulenza manageriale, dal dipartimento, diretto da 11 anni da Augusta Consorti, che ha polemizzato sulla mancanza di attrezzature tecniche: «Oggi lavoriamo con un microfono e non è possibile averne un altro, malgrado l'ateneo disponga di un fondo ministeriale pari a 90 milioni di euro per il Funzionamento ordinario. Però andiamo avanti lo stesso, cercando di offrire agli studenti la migliore formazione possibile con grande senso di responsabilità».

Il 7 marzo scorso si è svolto un incontro su "Come scrivere in modo efficace il proprio curriculum vitae"; ieri si è parlato di "Come affrontare il primo colloquio di lavoro" con una dettagliata relazione di slides e video illustrata da Agnese Mucci, Hr Recruiter staff interno centro sud Sgb Humangest.

Il prossimo 3 maggio dalle 10 alle 12, sempre nell'aula 31, si svolgerà un ampio dibattito su "Come trovare lavoro anche su internet: idee, consigli ed esperienze" a cura di Paolo De Vincentiis e Matteo De Leonardis, rispettivamente consigliere delegato e social media manager Humangest.

Stefania Migliori, ricercatrice del Dipartimento e responsabile dell'Orientamento, spiega che «questi seminari formativi sono importanti perché propedeutici al Career Day, in programma a giugno, durante il quale gli studenti potranno incontrare le aziende del territorio, consegnare loro i curricula e avere un colloquio conoscitivo con i manager aziendali per arrivare all'obiettivo di stage, tirocinii o candidarsi a eventuali posizioni lavorative. Lo scorso anno, gli studenti hanno incontrato i manager di Fater, Toto e varie start up della Fira».

Agnese Mucci ha simulato con gli studenti un colloquio tipo: «Il primo colloquio di lavoro è come un esame. Meglio informarsi sull'azienda prescelta e conoscere tutto il possibile. Rispondete sinceramente a domande tipo: perché ha scelto la nostra azienda? Perché si è laureato in ritardo? Si considera una persona di successo? Mai nascondere la verità su aspetti anche personali negativi che invece potrebbero trasformarsi, con un atteggiamente leale, in un punto di forza».

Tra gli studenti, si fanno avanti Matteo D'Alessandro, che chiede quanto è importante saper parlare in pubblico, ed Emanuele Marsili, appassionato di numismatica, che spiega come il suo lato debole sia «la mancanza di puntalità».

«Ditelo chiaramente al vostro interlocutore», esorta Mucci, «ma siate aperti a ogni obiettivo di crescita e cambiamento. Mostrate di voler eccellere, flessibilità, disponibilità a viaggiare e imparare le lingue. Raccontate chi siete, che cosa avete fatto in passato, citate esperienze di tirocinii e stage, perché tutto sarà utile per capire chi siete e che cosa potete dare all'azienda. Non mettetevi mai in competizione con il vostro intervistatore rispondendo domanda a domanda e non chiedete mai per primi, e se non nella parte finale del colloquio, di eventuali contribuzioni economiche. Inoltre, abbigliatevi in maniera curata e ordinata o a seconda del tipo di lavoro che andrete a svolgere, non mostrate la vostra ansia gesticolando. Tanto il vostro selezionatore capirà se state mentendo attraverso la stress interview».

Nel frattempo, «allenatevi a fare colloqui nelle varie agenzie cerca lavoro della città».

Stefano Bracone, 25 anni di Avezzano, dice di essere «in ritardo con lo studio perchè ho lavorato in fabbrica, alla Magneti Marelli ». Vuole studiare russo e inglese perché nel suo futuro vede «un lavoro nei Paesi dell'Est, dove la tassazione è più bassa, ma più alta la possibilità di fare impresa». Anche per queste ragioni, «i seminari sono molto utili», conclude Michele Masciantonio di Azione Universitaria.

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