Il processo ai 3 notai slitta ad aprile
Rinvio dovuto alla mancata notifica a due delle 60 parti offese
PESCARA. La mancata notifica a due delle 60 parti offese ha fatto slittare l'apertura del processo a carico dei tre notai, Grazia Buta, Marco Faieta e Antonio Mastroberardino, accusati di falso in relazione all’autentica di decine e decine di firme dei soci della Bcc di Cappelle sul Tavo in occasione delle elezioni che si tennero nel 2015.
Il giudice monocratico ha potuto soltanto acquisire le richieste di costituzione di parte civile da parte della banca Bcc e di sette soci. Poi non ha potuto far altro che rinviare all’udienza del 17 aprile prossimo.
Un processo che si presenta piuttosto corposo con i circa 380 testimoni presenti nelle liste stilate dall’accusa, dalla parte civile e dai tre imputati, dei quali ieri era presente soltanto Faieta. Testi che sono chiamati a fare chiarezza su quanto avvenne in occasione di quelle contestate elezioni dei nuovi vertici della banca, vinte dal presidente uscente Michele Borgia, e in particolare sulle autentiche delle firme sulle deleghe dei soci per le votazioni. Gli imputati vogliono arrivare a dimostrare che vennero indotti in errore dagli organizzatori della lista di Filippo Falconio che all’epoca era il candidato presidente che venne poi sconfitto. Una posizione peraltro già cristallizzata negli interrogatori cui vennero sottoposti dagli inquirenti e nei quali avrebbero ammesso che un certo numero di deleghe vennero “infilate” dagli organizzatori a loro insaputa. Fra i testimoni anche nomi eccellenti di big dell’imprenditoria abruzzese, della politica, professionisti noti, tutti sostenitori della lista Falconio. (m.cir.)

