Il quartiere si ribella: ecco la mappa della droga

27 Agosto 2019

L’associazione dei residenti: qui c’è un sistema mafioso, i cittadini hanno paura

PESCARA. Ci sono zone di Villa del Fuoco dove si spaccia solo cocaina e altre invece esclusivamente eroina. Tra i ruderi abbandonati di via Tavo si possono trovare accampamenti di tossicodipendenti, mentre lungo via Tiburtina dilaga la prostituzione giovanile. Ci sono poi le aree controllate da bande militarizzate dove è pericoloso persino avventurarsi. Ecco il dossier sulla criminalità che ieri la presidente dell’associazione “Per una nuova Rancitelli” Francesca Di Credico ha presentato in Comune. Un documento di 15 pagine in cui è contenuta anche un elenco delle zone più a rischio della città. Ieri la presidente e don Massimiliano De Luca, più conosciuto come don Max, il parroco da sempre schierato in prima linea nella lotta contro la criminalità, sono stati ospitati durante i lavori della commissione Sicurezza del Comune, presieduta da Armando Foschi, dedicati proprio all’emergenza criminalità nel quartiere di Villa del Fuoco.
E Di Credico si è presentata alla riunione con una sorta di mappa in cui sono indicate le zone più a rischio del quartiere. La presidente ha parlato addirittura di un «sistema mafioso». «A Rancitelli», ha affermato, «c’è ormai un sistema mafioso all’interno di una bomba sociale con gruppi organizzati che gestiscono uno spaccio controllato di droga». Le zone a rischio sarebbero queste. «A ridosso dei palazzi Clerico si spaccia cocaina», ha detto la presidente dell’associazione, «all’interno del Ferro di cavallo c’è la fila 24 ore su 24 per la vendita di eroina. A ridosso dei ruderi ci sono almeno quattro accampamenti con tossicodipendenti stanziali e in via Tiburtina dilaga la prostituzione di giovani che poi usano i soldi per comprare droga».
L’elenco è proseguito. «Via Lago di Capestrano», ha fatto presente Di Credico, «è militarizzata dalla criminalità con due circoli privati e un bar, nati all’interno di spazi al pianterreno di proprietà dell’Ater. In via Lago di Borgiano ci sono accampamenti, stesso discorso in via Sacco dove, tra ruderi e terreni abbandonati, si possono trovare tossicodipendenti. Stessi problemi anche in via Nora, via Trigno, via Tronto e Alpi». «La situazione di Rancitelli», ha aggiunto don Max, «è peggiore di quella di Fontanelle, dove la gente ha voglia di ribellarsi. Invece, a Rancitelli vedo che c’è paura. Purtroppo, abbassare l’asticella dell’emergenza significa trasformare i criminali in rubagalline. A Rancitelli ci sono delinquenti che hanno cancellato la vivibilità del quartiere, passato in pochi anni da 10mila abitanti a soli 4mila, con interi palazzi padronali vuoti».
«Nel quartiere», ha rivelato Di Credico, «ci sono 140 alloggi popolari, di cui 95 occupati abusivamente. La situazione più drammatica è al Ferro di cavallo, che non ha un accesso alla strada e chi abita lì vive in un grave disagio. In quella zona c’è una vera e propria mafia con soggetti che gestiscono il traffico di droga, altri che gestiscono l’usura e altri ancora il mercato delle case popolari, perché non c’è occupazione abusiva che prima non sia autorizzata da qualcuno». «Purtroppo», ha concluso la presidente, «il prefetto ci dice che noi ingigantiamo il problema. Ciò significa non rendersi conto della sua gravità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA