Il questore: a Rancitelli nessun rischio Covid ci sono altri problemi

21 Maggio 2020

Misiti smentisce l’allarme sui casi di contagio nel quartiere E ribadisce: i controlli ci sono, ma serve la riqualificazione

PESCARA. «Nessun allarme Covid a Rancitelli, ma quella zona resta un problema, in città. Lì i controlli ci sono e ci sono stati». Con alcuni concetti chiave il questore Francesco Misiti getta acqua sul fuoco delle polemiche sollevate nei giorni scorsi da Rancitelli, dove il comitato di quartiere guidato da Francesca Di Credico e don Massimiliano De Luca, parroco della chiesa degli Angeli custodi, hanno lanciato l'allarme per la presunta presenza nel rione di residenti risultati positivi al virus dopo la partecipazione a un funerale rom a Campobasso, il 30 aprile.
Sempre dai due rappresentanti era partita la segnalazione di una serie di episodi fuori dalle regole, avvenuti nel periodo della quarantena, quando stare a casa doveva essere un obbligo per tutti, rom compresi. I due hanno denunciato lo svolgimento di matrimoni, funerali, battesimi, compleanni, e poi ancora spaccio di droga, occupazioni abusive, violazioni delle norme anti-contagio e, per finire, intimidazioni.
Proprio alla luce del loro intervento, il sindaco Carlo Masci aveva chiesto al Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica di intervenire per decidere il da farsi. Poi due giorni fa è arrivata la risposta ai timori sulla diffusione del Covid-19. Nel corso di un incontro in prefettura, Ildo Polidoro della Asl ha rivelato che i contagi accertati a Rancitelli si contano sulle dita di una mano. Cioè sono due, al massimo tre, sottolinea Misiti, «e ora si è in attesa dei risultati dei tamponi sui familiari di uno dei contagiati».
«Il dato è, quindi, assolutamente fisiologico. La situazione è tranquilla», dice il questore smontando l'allarme e facendo notare che «le indicazioni fornite dalla Asl sono chiare».
Certo, restano «i problemi di Rancitelli, che sono quelli di sempre. Ma la nostra presenza», assicura il questore rispondendo a chi si è sentito abbandonato, «non è mai mancata, neanche durante il lockdown. Ci siamo sempre stati, oltre a garantire i servizi che andavano effettuati nel resto della città. Se c'è stata qualche volante in meno è per via dell'emergenza legata al virus. I controlli non sono mai cessati, e ora abbiamo ripristinato i servizi anti-Covid per cui siamo più presenti in quella zona, ma non certo perché si è creata un’emergenza sanitaria legata al virus».
«Dunque, nessun allarme sociale a Rancitelli», sottolinea Misiti. Con la ripresa delle attività in città e l'inizio della fase 2 è cambiato qualcosa anche nei servizi sul territorio. «In questi giorni abbiamo intensificato i controlli, ma Pescara non è solo Rancitelli. Lì c'è un problema di polizia, certo, ma non c'è solo un problema di polizia», commenta Misiti ricordando ciò che ha già detto più volte.
«Quella zona era e resta un problema, ne siamo a conoscenza, ma le attività da svolgere lì non possono essere solo delle forze dell'ordine», fa presente il questore.
«Sono necessarie anche delle azioni a livello sociale e di riqualificazione», conclude. E quelle sono di competenza di altri.
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