Il questore e la tv «Amo Montalbano»

12 Novembre 2014

«Squadra Antimafia l’ho visto solo qualche volta e per sbaglio: troppo enfatizzato e lontano dalla realtà, non mi attira. Distretto di polizia, invece, l’ho seguito assiduamente, poi, però, è andata...

«Squadra Antimafia l’ho visto solo qualche volta e per sbaglio: troppo enfatizzato e lontano dalla realtà, non mi attira. Distretto di polizia, invece, l’ho seguito assiduamente, poi, però, è andata troppo per le lunghe e non mi è piaciuto più». Davanti alla televisione, il questore Paolo Passamonti smette i panni del poliziotto: «Non gioco a trovare il colpevole prima degli altri», sorride, «mi rilasso e basta, senza pensare al lavoro. Ma i polizieschi devono essere fatti bene altrimenti cambio canale».

A Passamonti piace il Commissario Montalbano: «Luca Zingaretti lo conosco personalmente, è uno bravo: lo guardo sempre con simpatia, anche le repliche, e il bello è che diventa una cosa di famiglia, tutti insieme davanti alla televisione. Un altro programma che vedo da sempre è Law & Order. Negli uffici americani ci sono andato: lì annotano tutto a mano sui registri come facevamo noi un sacco di anni fa». Nell’ultima puntata di Squadra Antimafia, un questore che non voleva piegarsi stava per subire un attentato: «Di fronte alla mafia, il lavoro del questore», riflette Passamonti, «si può fare tirando a campare oppure impegnandosi al massimo contro la criminalità organizzata ma in quel caso dai tanto fastidio e c’è il rischio di essere eliminati».