Il Rampigna diventa parco archeologico

La Soprintendenza alle belle arti ha presentato il progetto per trasformare l’area, ora si attendono i fondi del ministero
PESCARA. L’ex campo di calcio Rampigna diventerà un parco archeologico. Ora è certo. La decisione definitiva è arrivata giovedì scorso, durante una riunione in Comune tra il sindaco Carlo Masci e la responsabile della Soprintendenza alle belle arti e al paesaggio d’Abruzzo Rosaria Mencarelli. I tecnici della Soprintendenza hanno presentato un progetto, corredato di plastico, per trasformare l’ex impianto sportivo in un’area archeologica, dove in futuro si potranno ammirare i ritrovamenti emersi durante gli scavi (nella foto a fianco lo scavo da cui è emerso tempo fa uno scheletro di 1.600 anni fa).
Il progetto di fattibilità mette al centro il vecchio campo della Strapaesana, il circolo Canottieri, l’area lungo il rilevato ferroviario ad ovest, il sito occupato dalla questura ad est e la rotonda di piazza Martiri dalmati e giuliani. Il piano è stato illustrato dall’architetto Carlo Gaspari che ha utilizzato un plastico con la configurazione in miniatura del futuro parco archeologico. All’incontro era presente anche l’assessore alla cultura Mariarita Paoni Saccone.
Ora, il prossimo passo per realizzare il parco è quello della richiesta di finanziamenti al governo. Per questo, l’amministrazione comunale sta pensando di richiedere un incontro al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.
«Una cosa oggi emerge in modo netto», ha detto giovedì al termine della riunione il sindaco Carlo Masci, «questo progetto deve essere realizzato superando vent’anni di parole inutili e polemiche. Questo tipo di progettualità storico-archeologica è stata portata avanti in grandi città europee, come Marsiglia e Barcellona e noi a quelle esperienze dobbiamo ispirarci. Per questo noi abbiamo messo in gioco il campo più antico di Pescara, perché pensiamo che lì ci sia altro da scoprire e che debba essere valorizzato attraverso un parco archeologico, che potrebbe cambiare il volto e l’attrattività di Pescara».
«Il campo Rampigna», ha aggiunto Mencarelli, «sarebbe destinato a divenire il fulcro del riassetto complessivo di un’area vasta, punto di incontro tra i due lati del fiume e nello stesso tempo luogo aperto alla popolazione che in quel sito avrebbe un riferimento culturale e identitario».
Il progetto prevede tre fasi: creare un parco archeologico a cielo aperto; realizzare un progetto di riqualificazione urbana collegando il parco agli interventi al di là della ferrovia mediante l’apertura di un varco e riqualificando la superficie pavimentata in via Spalti del Re con la costruzione di una piazza sopraelevata; creare un museo interattivo dell’evoluzione storica della città.
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