Il regno record di Elisabetta
Con oltre 23mila giorni di trono oggi supererà il primato di Vittoria
di ELISABETTA ARRIGHI
Gli anni passano e lasciano il segno anche sul volto della regina. Aveva 27 anni quando la morte del padre Giorgio VI la catapultò sul trono d’Inghilterra per il quale, se lo zio Edoardo VIII non avesse abdicato per sposare l’americana divorziata Wallis Simpson, sarebbe stata tutta un’altra storia.
Elizabeth Alexandra Mary, nata a Londra nel quartiere di Mayfair il 21 aprile 1926, sposata nel 1947 con Filippo diventato duca di Edimburgo, madre di quattro figli (Carlo, Anna, Andrea ed Edoardo) domani batterà il record del regno più lungo finora appartenuto a Vittoria, che fu regina dal 20 giugno 1837 fino alla sua morte, avvenuta il 22 gennaio 1901 a 81 anni. Secondo i calcoli, Elisabetta - oltre ad avviarsi verso il 90mocompleanno - alle 17.30 di oggi conterà 23.226 giorni, 16 ore e 23 minuti con la corona in testa. Ed entrerà così Guinness dei primati della Royal Family con oltre 63 anni a Buckingham Palace.
Il tempo ha incurvato il profilo della regina, ha fatto diventare candidi i suoi capelli e ha increspato il volto che è sempre leggermente incipriato e atteggiato in un sorriso appena accennato. Gli anni passano, e sono passati fra gioie, dolori e molti scandali, il culmine dei quali fu in quell’annus horribilis, come la stessa Elisabetta lo definì in un discorso pubblico, che fu il 1992, quando i duchi di York (Andrea e la moglie Sarah “Fergie” Ferguson) divorziarono; quando esplose la crisi coniugale fra Carlo erede al trono e la “principessa del popolo, l’amatissima Lady Diana; e quando Anna divorziò da Mark Phillips, luogotenente del 1° Reggimento di Dragoni della Regina sposato nel 1973.
Ma cos’è un anno di fronte alla storia? Nulla, se si parla dei Windsor, che dopo l’annus horribilis hanno cercato di rifarsi il look, provando a trasformare una monarchia dalle tradizioni monolitiche in una “firm” (azienda in italiano) più flessibile e contemporanea. Elisabetta II rappresenta la saggezza della tradizione, i riti tramandati nei secoli, la moralità, l’unità dei cittadini di Sua Maestà sparsi nel mondo, fra Gran Bretagna e paesi del Commonwealth.
Dopo la morte della principessa Diana, avvenuta nel tunnel dell’Alma a Parigi dell’agosto del 1997, la regina e i membri della Royal Family furono accusati dal popolo - che in lacrime invase le strade di Londra - di freddezza e insensibilità. Ma dal 9 aprile del 2005, quando l’erede al trono Carlo sposò dopo trent’anni di love story clandestina la donna amata da sempre, Camilla Shand sposata Parker-Bowles in prime nozze, la Royal Family ha cominciato quel restyling d’immagine culminato nelle nozze fra William, figlio di Carlo e secondo in linea di successione al trono, con la commoner Kate Middleton. Le nozze del secolo, il 29 aprile 2011, un vero evento mediatico, seguite in diretta tv in tutto il mondo da oltre due miliardi di persone, capaci di promuovere un ritorno - per l’economia e il turismo inglese - di almeno due miliardi di sterline. Il resto lo stanno facendo il piccolo George, due anni lo scorso luglio, terzo in linea di successione, e la piccola Charlotte, nata prima dell’estate, figli di William e Kate, coppia mediatica per eccellenza.
Lei, la regina, resta immutabile, come il suo sorriso. Rappresenta il suo popolo, ma non parla mai di politica. Perché la regina deve essere di tutti. Anche se si dice abbia avuto un buon rapporto con il laburista Tony Blair mentre detestava Margaret Thatcher.
Oggi è una signora agée che indossa sempre abiti colore pastello, cappellini bizzarri in tinta, scarpe decolleté e borsa griffata Launer. Un po’ kitsch, irrimediabilmente inglese. Elisabetta continua a sorridere, come le hanno insegnato da bambina quando salendo al trono il papà, lei diventò automaticamente sua erede. Non si è scomposta neppure quando un tabloid ha dato qualche settimana fa notizia di un filmato di quando era bambina e sembra fare il saluto nazista. Buckingham Palace ha risposto gelido: «Filmato fuorviante». Intanto lei si prepara a festeggiare il record del regno più lungo e il prossimo aprile i 90 anni. La salute è buona, gli impegni tanti. God Save the Queen. Dio salvi la regina.
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