«Il rischio è sempre in agguato»

Parla Di Donato: «È un percorso facile. Ma in montagna il facile non esiste»
TERAMO. Tra i fondatori del Ccai di castelli, l’alpinista Filippo Di Donato è attualmente presidente della commissione nazionale del Club alpino per la tutela dell’ambiente. Conosceva bene le vittime e la notizia della tragedia sul monte Brancastello l’ha raggiunto mentre era a Trento, ad un convegno, a parlare dell’Appennino ferito dal terremoto. Ha preso il primo treno ed è tornato in Abruzzo. A lui chiediamo un parere tecnico.
Che difficoltà presenta quel tipo di escursione con ramponi da neve e piccozza?
«Le difficoltà sono sempre determinate dalle condizioni atmosferiche, dallo stato del neve, dal sole. In questo periodo c’è una grande variabilità sullo strato di neve, la consistenze del manto nevoso può variare da giorno a giorno, perfino da momento a momento. In questi giorni c’è stato un abbassamento della temperatura quindi c’è anche il rischio di trovare del ghiaccio. Bisogna andare con l’attrezzatura idonea, ma questo fa parte dell’attività preparatoria dell’escursione. Loro ce l’avevano, sicuramente da parte loro non c’è stata negligenza, né imperizia né imprudenza».
E che difficoltà si possono incontrare su quel percorso in particolare?
«C’è una scala delle difficoltà, la prima viene definita facile, ma in montagna il facile non esiste. Non è un percorso particolarmente difficile, ma per un errore umano o per una questione ambientale anche quell’escursione può presentare dei rischi. Ci sono pericoli oggettivi e soggettivi e poi in base a questi viene fuori il grado di rischio, un rischio che c’è sempre quando si va in montagna. Faiani e Carta hanno affrontato percorsi ben più impegnativi di quello. Il problema è che quando in montagna si perde l’aderenza poi è difficile recuperarla. Non so esattamente dove è successo l’incidente, ma in quella zona c’è una notevole pendenza: per scivolare basta poco, come salire una scala e trovare un gradino più ripido. Loro erano consapevoli di quello che facevano, ma la montagna è sempre imprevedibile».
Non erano in cordata, è normale?
«Sì, quel tipo di percorso dal punto di vista tecnico non presuppone una salita in cordata».
Salire su un pendio innevato è una cosa che può fare chiunque?
«Andare su neve non è cosa da tutti, bisogna essere preparati, non si può affrontare con leggerezza. Una persona non esperta su un pendio innevato non ci va. Quando parliamo di pendio parliamo di un piano inclinato con forze che tendono a far scivolare il corpo, se poi l’aderenza viene meno può accadere l’irreparabile». (e.a.)
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