Il Sib: «Chiuderemo i nostri ombrelloni»

PESCARA. «Quando chiuderà il Parlamento per la pausa estiva, se non sarà stato varato un provvedimento legislativo chiarificatore della questione concessoria, chiuderemo gli ombrelloni di tutta...
PESCARA. «Quando chiuderà il Parlamento per la pausa estiva, se non sarà stato varato un provvedimento legislativo chiarificatore della questione concessoria, chiuderemo gli ombrelloni di tutta Italia».
È la minaccia fatta da Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe/Confcommercio, dopo l'Assemblea nazionale straordinaria. «La perdurante inerzia del Governo e del Parlamento sta creando un caos amministrativo in danno degli imprenditori balneari e del Paese, il rischio è quello di distruggere un comparto formato da 30.000 aziende e 100.000 addetti che attira sulle nostre spiagge milioni di turisti, italiani e stranieri», rimarca Capacchione, «abbiamo invocato, inutilmente, da mesi questo provvedimento, insieme alle altre associazioni di categoria, ai Comuni e alle Regioni di ogni orientamento politico. Inascoltate, persino, le molteplici richieste di incontro con la Presidente del Consiglio dei Ministri o un eventuale delegato per ottenere un chiarimento sull'indirizzo politico del Governo. Nel frattempo gli enti concedenti, (Comuni e Autorità di sistema Portuale), stanno procedendo a emanare i bandi per la riassegnazione delle concessioni demaniali, pur in assenza di una indispensabile regolamentazione nazionale, con un conseguente esteso e grave contenzioso in sede giudiziaria che saremo costretti a intraprendere per la tutela delle aziende».
La notizia della protesta degli ombrelloni, rilanciata in Abruzzo da Riccardo Padovano, presidente regionale del Sib, si è diffusa nei comuni della costa italiana dove domina una situazione caotica «che impone a Governo e Parlamento di adottare un provvedimento legislativo che dia certezza a operatori privati ed enti», dice ancora Capacchione, «spiegheremo noi ai clienti il ruolo della balneazione attrezzata italiana, frutto di professionalità ed esperienza! E chiariremo che, con una errata applicazione della Bolkestein, non solo non ci saranno più spiagge libere ma, soprattutto, non si verificheranno riduzioni di tariffe, piuttosto l'esatto contrario, come è avvenuto nelle località dove ci sono state le gare». (u.c.)

