Il signor Emilio e il pastificio Riviera

Domani una grande festa delle famiglie nella fabbrica oggi centro commerciale fondata da Alleva
SPOLTORE. Una festa delle famiglie con animazione, giochi, balli, mascotte, musica e spettacolo di magia: l’appuntamento è per domani sera alle 20 al centro commerciale di Santa Teresa di Spoltore dove i commercianti del centro Riviera (Tigre Amico, Acqua e Sapone e la pizzeria artigianale) si sono autofinanziati con gli spettacoli e l’animazione offerti da “Planetfantasy Animazione”, Vanessa Biondi e il suo staff per regalare una serata diversa dal solito. Un evento organizzato con impegno e coraggio nel centro commerciale che ha preso il posto del pastificio Riviera, fondato dall’80enne Emilio Alleva (nella foto con due dipendenti del Tigre), oggi ancora lì, dopo che con la sua attività, la prima nata del territorio, ha sostenuto tantissime famiglie, senza mai licenziare nessuno. I suoi ex operai ancora oggi raccontano che grazie a lui si sono comprati una casa e ancora oggi lo vanno a trovare. Dopo tanti anni, infatti, il signor Emilio gironzola ancora tra le attività del centro commerciale, ispirazione per tutti perché con impegno e sacrificio ci si può risollevare.
Una storia che comincia da lontano, fatta di sacrifici e di voglia di lavorare. Partito a 18 anni da Capestrano, in provincia dell’Aquila, è riuscito a raggiungere il Venezuela dove l’unica cosa che sapeva fare era aiutare l’asino a fare il suo lavoro girando la macina del mulino e l’unico odore che conosceva era quello del grano e della farina. Senza sapere né come né dove si trovava, senza biglietto su un pullman di linea, Emilio ha percorso tutto il tragitto fino al capolinea, dove è stato costretto a scendere.
Sceso dal mezzo ha sentito un odore a lui familiare: l’odore della pasta. Subito come un segugio ha cercato di risalire la scia costeggiando un muro di cinta fino ad arrivare all’ingresso: era un pastificio. C’erano chili e chili di pasta poggiati sulle canne a essiccare sui carboni. Il proprietario della fabbrica gli chiese che cosa stesse facendo e il ragazzino ne approfittò subito per chiedere lavoro. Non pretendeva soldi, ma solo qualcosa da mangiare e un posticino per dormire. Il ragazzo disse «sono un mastro pastaio». Guardato con un pizzico di sospetto, ottenne fiducia. Il proprietario gli spiegò che doveva dormire in un angolino ricavato nella fabbrica, mangiare una sorta di prodotto ricavato dalla macinatura della farina e il posto era il suo. Il ragazzino rimase a dormire sui cartoni, lo spazio era così piccolo che non poteva neanche allungare le gambe. Era solo, 24 ore al giorno in quella fabbrica, c’erano dei topi così grandi che sembravano dei gatti. Così passarono ore, giorni e mesi e quel ragazzino, gradino su gradino, sacrifici su sacrifici piano piano diventò il mastro pastaio più conosciuto del Venezuela. La fabbrica incrementava sempre di più la produzione e con essa le vendite. I guadagni erano sempre più alti e il tutto grazie a quel ragazzino che portava innovazioni e professionalità. Ma lui voleva sempre di più. E arrivò il giorno in cui il proprietario della fabbrica divenne lui, quel ragazzino che sapeva solo indirizzare l’asino.
In Venezuela ha incontrato anche la donna della sua vita e con le lacrime agli occhi oggi racconta che, senza di lei, lui non sarebbe stato nessuno. Dopo tanti anni e tanti sacrifici tornò in Italia, a Santa Teresa di Spoltore. Dove c’era la vigna e un po’ di terra, costruì la sua fabbrica, “Il pastificio Riviera”. Anche qui, tutti i giorni per 15 ore al giorno ha continuato con caparbietà e dedizione il suo lavoro. Fino all’ultima trasformazione, del pastificio nel centro commerciale Riviera dove domani, seguendo il suo esempio, i commercianti hanno organizzato a proprie spese la festa per le famiglie. A Emilio anche il pensiero affettuoso di William e Vanessa.

