Il sindacato di polizia Coisp: D’Alfonso si scusi, no alle minacce

11 Marzo 2016

È del sindacato di polizia Coisp la prima reazione all’atto d’accusa del presidente Pd della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso contro un investigatore della Mobile di Pescara. In un intervento...

È del sindacato di polizia Coisp la prima reazione all’atto d’accusa del presidente Pd della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso contro un investigatore della Mobile di Pescara. In un intervento durante il consiglio regionale di mercoledì scorso, D’Alfonso ha lodato la procura e screditato l’operato di un poliziotto. Per il Coisp, le parole di D’Alfonso «celano velate minacce»: «Questo sindacato è ben conscio che il presidente della Regione dovrebbe guadagnarsi il rispetto dovuto in maniera diversa, forse comportandosi come qualcuno a cui interessano davvero le sorti della nostra regione, i diritti dei cittadini e, forse, come rappresentante della Istituzioni, non dovrebbe denigrare altri pezzi delle istituzioni, come la polizia, garante della democrazia e, nella fattispecie, la squadra mobile di Pescara. Le parole rivolte alla Mobile e, in particolare, a un investigatore, celano

velate minacce, che non possono essere tollerate». Poi, il Coisp rinnega l’immagine di D’Alfonso martire della giustizia: «Il presidente non è un perseguitato, ma è solo al centro di una vicenda che richiede trasparenza; il nostro sistema giudiziario si basa sulla presunzione d’innocenza e ci sono le opportune sedi per rivendicare qualsiasi atto persecutorio. Auspichiamo che, dopo aver riflettuto su quanto detto, il presidente faccia le doverose pubbliche scuse alla polizia». Infine, il Coisp dà quasi un consiglio a D’Alfonso con una frase del giudice Paolo Borsellino: «Gli uomini politici non devono soltanto essere onesti, ma lo devono anche apparire». (p.l.)