Il sindaco: assurdo strumentalizzare la vicenda Risco

8 Aprile 2015

PIANELLA. «Inopportuno, oltre che privo di significato, strumentalizzare le alterne decisioni dei magistrati, che saranno ancora numerose, per mettere qualche bandierina sulla vicenda Risco, che...

PIANELLA. «Inopportuno, oltre che privo di significato, strumentalizzare le alterne decisioni dei magistrati, che saranno ancora numerose, per mettere qualche bandierina sulla vicenda Risco, che ormai si svolge fuori dal Consiglio comunale».

Così il sindaco, Sandro Marinelli, ribatte al consigliere di minoranza, Massimo Di Tonto, che in occasione della revoca del fallimento della partecipata Risco Pescara, da parte della corte d’appello, aveva bacchettato la giunta per aver intrapreso la via del tribunale ordinario anziché quella della corte dei conti. Di proprietà, oltre che di Pianella, dei Comuni di Loreto, Catignano e Nocciano, Risco si occupava di riscossione tributi solo a Pianella. La messa in liquidazione è stata avviata per inadempienza e per un mancato versamento al Comune di 430mila euro.

«Eravamo, singolarmente, i soli soci ad aver affidato la riscossione alla Risco» dice Marinelli «quando, appena insediati, abbiamo constatato inadempimenti e ammanchi nei tributi riscossi, è scattata la rescissione del contratto e la segnalazione alle procure competenti». È stato in seguito il liquidatore a portare i conti della Risco al Tribunale di Pescara, che ha dichiarato il fallimento della società, sentenza abrogata in appello su ricorso dell’ex amministratore.

«Il Comune» prosegue il sindaco, «ha compiuto atti necessari e sufficienti per vedere riconosciute le proprie ragioni creditorie, a prescindere dalla assoggettabilità o meno della Risco alla procedura concorsuale, avendo proposto azione risarcitoria nei confronti della società e dell’ex amministratore, anche in via ordinaria. Ora la vicenda è chiusa. Abbiamo anticipato la spending review sulle partecipate, che altri stentano a far decollare». (g.d.l.)

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