Il sindaco dal Papa: «Venga a trovarci»

23 Febbraio 2017

Lacchetta con la delegazione farindolese porta pecorino e olio a Bergoglio: «La comunità distrutta ha bisogno di speranza»

FARINDOLA. Sono andati dal Papa con un cesto dei loro prodotti migliori, pecorino di Farindola, olio, vino e pasta di farro. E con una sola preghiera: andare da loro, a Farindola, per dare un segnale di speranza alla comunità distrutta.

È stato un viaggio di fede e amicizia quello che un gruppo di farindolesi, con il sindaco Ilario Lacchetta in testa, ha fatto a San Pietro ieri mattina per incontrare il Santo padre. Un privilegio che alla fine, a causa di ritardi e problemi logistici, hanno avuto solo in pochi, ma l’obiettivo alla fine è stato raggiunto. «È stato solo l’attimo del baciamano», racconta ancora emozionato il sindaco, «ma ho avuto il tempo per invitare Papa Fracesco a Farindola, per dare un segnale di speranza alla nostra comunità distrutta. Lui ha annuito, ha detto che avrebbe pregato per noi e le vittime. Lo aspettiamo». Un’emozione condivisa con tutto il gruppo del ristorante Lu Strego che lungo la strada per Rigopiano nei giorni dell’emergenza è stato punto di ristoro per tanti soccorritori e familiari dei dispersi. Come Gianluca Tanda, il fratello del pilota della Ryanair Marco, morto con la fidanzata vastese Jessica Tinari, con il quale i titolari del ristorante hanno instaurato un rapporto di grande amicizia. E infatti anche Gianluca Tanda era con il gruppo dei farindolesi ieri mattina. Insieme con Franco, Carmine e Gabriele Marzola, le mogli Cinzia e Giulia, le figlie Giorgia e Azzurra, Giordana e Monia, la mamma Maria Mariani, la dipendente Daniela Fuschi e poi l’assessore Giovanni Lacchetta, il dipendente del Comune Benito Marzola, Ketty Cirone, i fratelli Alice e Paolo Misero che lavoravano all’hotel Rigopiano, Giulia Fragassi, Maruska Salzetta, la fidanzata del sindaco Mara Andreoli con la madre Rosanna Di Giorgio e Mirco Camplese. «Anche se siamo arrivati in ritardo», racconta Franco Marzoli alla fine di una giornata colma di emozioni, «è stato pazzesco vedere come siamo stati accolti al nome di Rigopiano. Avevamo il cesto da consegnare, l’abbiamo affidato alle guardie, ma abbiamo sentito davvero tanta vicinanza».

Dopo l’incontro con il Papa, il gruppo si è spostato nel ristorante di Gianluca Tanda a suggello di un’amicizia nata sul dolore. «Con Gianluca», racconta Marzoli, «condividiamo il dolore che ha colpito Rigopiano, lui per la perdita del fratello Marco e noi per il lutto di tutta la nostra comunità. Lui era già tornato un paio di volte da noi, e stavolta siamo andati a Roma, abbiamo sentito il desiderio di venirlo a trovare e a fare una visita alla Città Santa».

Ma tornando a Farindola, Marzola ha trovato purtroppo sempre gli stessi problemi, come la strada di accesso al locale chiusa ancora al transito, perché di poco all’interno della zona rossa, trovandosi a otto chilometri dal luogo della valanga. Ma domani da loro è attesa il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli che a Lu Strego parteciperà al pranzo dell’Ordine dei commercialisti. «È un pranzo di solidarietà, un segnale di ripartenza», spiega Marzola, «speriamo che per quel giorno il cartello sparirà». (s.d.l.)

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