Il sindaco: documenti ai senzatetto

11 Novembre 2016

«Solo così possiamo monitorare il fenomeno e garantire la sicurezza pubblica»

PESCARA. «L’intervento per la sicurezza pubblica non può essere scisso da quello sociale». Il sindaco Marco Alessandrini ribadisce un concetto che ormai esprime da mesi sull’incalzante problema dei senzatetto che trovano rifugio nei luoghi abbandonati e degradati della città. Rispondendo così implicitamente al questore Paolo Passamonti che ha definito l’occupazione di ruderi e giardini da parte di disperati un «fenomeno sociale e non di ordine pubblico».

«Da mesi, grazie alla polizia municipale facciamo sgomberi continui nelle aree di risulta e nelle altre zone di accampamento nel centro cittadino di decine di soggetti senza fissa dimora», ricorda Alessandrini. «Ma non è questa l’unica attività che il Comune porta avanti sulla questione. All'azione visibile e costante di contrasto si è aggiunta quella di conoscenza, ricerca, monitoraggio, lavoro in strada e approfondimento del fenomeno».

Attività questa che coinvolge in maniera diretta con le Istituzioni, le associazioni di volontariato che si occupano di disagio e povertà, come la Caritas e On The Road. «Uno studio finalizzato a integrarli, quando possibile», riprende il sindaco, «ad affrontare la marginalità, connettendo queste persone ad enti e strutture del territorio perché si occupino di loro. Questo si accosta a un'esigenza di sicurezza pubblica e che vede il Comune in prima linea con le forze dell’ordine e con i soggetti che ogni giorno operano sulla strada ai quali va un grande ringraziamento».

E risale a più di un anno fa la scelta dell’amministrazione, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, di munire di carta d'identità i senza fissa dimora di cittadinanza italiana, fornendo dunque un indirizzo di residenza a chi casa non ha.

Un documento essenziale per esempio per provare a risalire la china: solo chi è residente, per esempio, da alcuni anni a Pescara avrà diritto di partecipare ai bandi per l'edilizia residenziale pubblica. Inoltre, avere un documento di identità permette di accedere all'assistenza sanitaria.(lad’i)

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