Il sindaco: patto con i Comuni per i vigili
CAPPELLE SUL TAVO. Non ci sono vigili urbani a Cappelle perché nessun agente di polizia municipale ha voluto chiedere il trasferimento da un altro Comune per andare a lavorare in paese, dove da mesi...
CAPPELLE SUL TAVO. Non ci sono vigili urbani a Cappelle perché nessun agente di polizia municipale ha voluto chiedere il trasferimento da un altro Comune per andare a lavorare in paese, dove da mesi ormai presta servizio solo il comandante Luciano D’Addazio, rimasto senza agenti e costretto a comandare se stesso. Il Comune ha indetto un bando di mobilità da altri Comuni, che però non ha avuto risposta. «Il bando purtroppo è andato deserto», afferma il sindaco Maria Felicia Maiorano Picone, «e siccome come ente pubblico dobbiamo sottostare ai numerosi vincoli normativi, non possiamo assumere, e nemmeno licenziare, come ci pare. Al contempo abbiamo avviato accordi con i Comuni vicini per associare le funzioni di polizia municipale come ci impone la legge».
La carenza di personale al comando di polizia municipale era stata denunciata nei giorni scorsi dal capogruppo dell’opposizione Pierino Di Giandomenico, che aveva pure criticato l’operato dell’amministrazione riguardo alla mancata nomina del nuovo segretario generale di ruolo dell’ente. «La presunta assenza del segretario è un’altra fantasia a cui ci ha abituato Di Giandomenico che è solito distorcere la realtà dei fatti. Come potrebbe un Comune operare senza segretario», dice il sindaco, «prova ne è l’ultima seduta di giunta del 29 dicembre. Da agosto a oggi, a Cappelle sta operando un segretario a scavalco con altri due Comuni e il rinnovo periodico dell’incarico attraverso l’Agenzia Regionale è una prassi di normalità. Sulle tasse noi rispondiamo solo ai cittadini che, seppur gravati da una tassazione iniqua e ingiusta, sono consapevoli che qui da noi è stata applicata una tassazione molto inferiore rispetto ai Comuni del circondario». (g.d.l.)

