Il sindaco: sanzioni agli incoscienti

E il Comune mette a disposizione della Asl i locali vicino all’ospedale
PESCARA. Ora i vigili urbani usano anche il megafono per invitare i cittadini a stare a casa e ad evitare assembramenti, per non favorire la diffusione del coronavirus. E benché «la massa dei pescaresi stia seguendo le indicazioni del decreto di Conte, rispondendo benissimo, c’è ancora qualche irriducibile che non ha ben compreso la situazione e continua a vivere normalmente». Lo dice il sindaco Carlo Masci lanciando un messaggio a quegli «incoscienti» che danno vita a situazioni vietate, cioè gli assembramenti di persone. «Ciascuno di noi», fa presente Masci rivolgendosi ai pescaresi, «deve capire che le restrizioni imposte non vanno solo a beneficio di se stesso ma anche degli altri. Quella contro il coronavirus è una partita che si gioca e si vince tutti insieme ma solo se ognuno fa la propria parte. Quindi, viene sanzionato chi viene scovato in situazioni vietate e cioè non per i motivi consentiti (lavoro, salute o altre necessità come la spesa o la farmacia), o per una passeggiata solitaria. E in questi giorni ci sono già state delle denunce», prosegue Masci prendendosela con «chi fa capannello e dà vita ad assembramenti». Ma in generale Masci ritiene che in città la situazione sia sotto controllo, senza irregolarità clamorose, e lo dimostrano le foto e i video scattati dalla municipale: anzi, fa presente il sindaco, l’immagine della strada parco con diversi pedoni e ciclisti pubblicata ieri da molti pescaresi su Facebook, è stata scattata nel 2018.
Quanto alle azioni del Comune, che ha messo in strada «80 vigili su 4 turni» per i controlli, c'è anche la sanificazione delle strade: «Al camion grande usato inizialmente si è aggiunto un mezzo più piccolo, per raggiungere i punti nascosti», ed è di Infinity, della Protezione civile. Il ringraziamento di Masci al personale di Ambiente che si sta occupando della pulizia è arrivato di persona, ieri, durante una visita in sede. Ora il Comune è anche pronto, «se servirà», a mettere a disposizione della Regione e della Asl «delle strutture vicino all'ospedale per attrezzare ospedali provvisori». Continua, infine, a lavorare il Coc, che ieri ha ricevuto oltre 60 chiamate, la maggior parte per richieste di informazioni sugli spostamenti.
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