«Il sindaco sarò io o uno come Legnini»

Alessandrini avverte il Pd: farò un passo solo se si trova un candidato in grado di fare una coalizione con le liste civiche
PESCARA. All’indomani del voto regionale e a poche ore dalla pubblicazione dei dati definitivi che evidenziano un risultato, sotto certi aspetti, soddisfacente e inaspettato per il centrosinistra, il sindaco è tornato alla carica per rivendicare un suo secondo mandato. Ma, rispetto ad alcune settimane fa in cui dava per scontata la sua ricandidatura alle prossime elezioni comunali del 26 maggio, stavolta Marco Alessandrini ha mostrato un’apertura per un’altra possibile soluzione.
«Sono disposto a fare un passo indietro», ha affermato, «se si dovesse trovare un candidato come Giovanni Legnini in grado di mettere insieme il mondo delle liste civiche e del volontariato». «In caso contrario», ha aggiunto, «il candidato naturale sarò io, dato che sono il sindaco uscente». Alessandrini, tra l’altro, non è disposto a mettersi in gioco sottoponendosi alla scelta dei cittadini con lo strumento delle primarie di coalizione. Le ritiene inutili, visto che lui è il sindaco uscente e gli spetterebbe di diritto la ricandidatura e sono difficili da organizzare dato che è rimasto poco tempo. Ieri voleva dirlo ai vertici locali del Pd che, invece, insistono sulle primarie. «Tra qualche ora», ha rivelato il primo cittadino, «incontrerò i segretari provinciale e cittadino del Pd Enisio Tocco e Moreno Di Pietrantonio per parlare delle prossime comunali».
Ma l’incontro sarebbe stato rinviato all’ultimo momento per l’assenza di uno dei due segretari. In pratica, il sindaco voleva andare a dettare le sue condizioni, proponendo eventualmente una soluzione alternativa. Lo farà, probabilmente, nei prossimi giorni. I tempi per la scelta del candidato, però, appaiono alquanto ristretti. Mancano circa cento giorni alle elezioni e il centrosinistra ha l’arduo compito di mettere insieme velocemente una coalizione, prima di individuare chi far correre a sindaco il 26 maggio.
Trovare qualcuno, come vorrebbe Alessandrini, che possa portare avanti il progetto messo in campo da Legnini per le elezioni regionali, non sembra facile. L’ex presidente del Csm è riuscito nell’impresa di raggiungere oltre il 30 per cento dei voti mettendo insieme in pochi mesi il mondo delle civiche. Un’esperienza che ora il Pd vorrebbe continuare. «Il centrosinistra ha ottenuto in Abruzzo il 33,40 per cento e il 16,25 come Pd nella città di Pescara», ha fatto notare Di Pietrantonio, «questo risultato ci fa ben sperare e ci sprona per il prossimo appuntamento delle amministrative del 26 maggio». «Abbiamo la concreta possibilità di giocarci la partita con il centrodestra al ballottaggio», ha ipotizzato il segretario cittadino del Partito democratico, «naturalmente, ci aspetta un grande lavoro con scelte vincenti. Tutto questo sarà possibile grazie agli iscritti e ai segretari di circolo del Pd».
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