Il Viminale ai 4 prefetti: equilibrio nei controlli

4 Maggio 2020

L’AQUILA. «Equilibrio» nelle valutazioni, abbinato a un «adeguato sistema di controlli». Il ministero dell’Interno ha inviato una circolare a tutti i prefetti alla vigilia dell’entrata in vigore...

L’AQUILA. «Equilibrio» nelle valutazioni, abbinato a un «adeguato sistema di controlli». Il ministero dell’Interno ha inviato una circolare a tutti i prefetti alla vigilia dell’entrata in vigore delle nuove regole. I rappresentanti del governo sul territorio abruzzese – Gerardina Basilicata (Pescara), Cinzia Torraco (L’Aquila), Graziella Patrizi (Teramo) e Giacomo Barbato (Chieti) – sono chiamati a fare in modo che vi sia una vigilanza capillare ma non repressiva. «L’obiettivo del nuovo quadro di regole», chiarisce il Viminale, «è trovare un punto di equilibrio tra la salvaguardia primaria della salute pubblica e l’esigenza di contenere l’impatto delle restrizioni sulla vita dei cittadini, tra il sostegno al riavvio del sistema economico produttivo e la sicurezza dei lavoratori».
Il Viminale chiarisce che l’ultimo Decreto del presidente del consiglio è «univocamente finalizzato al perseguimento della salvaguardia della salute pubblica» e contempla misure che da una parte «intervengono nella sfera dei diritti individuali» e dall’altra «regolano lo svolgimento delle attività produttive».
«In relazione a queste ultime, a fronte dell’esigenza di contenere il riavvio del tessuto produttivo economico nazionale», sottolinea la circolare, «si pone l’imprescindibile necessità di garantire la sicurezza dei lavoratori e di assicurare idonei livelli di protezione negli ambienti di lavoro. Determinante per il conseguimento di tali obiettivi sarà pertanto l’attivazione di un adeguato sistema di controlli, teso a verificare la puntuale osservanza delle prescrizioni poste a presidio delle suddette tutele e ad applicare le eventuali, relative sanzioni. D’altro canto, per quanto riguarda le prescrizioni sulla possibilità di spostamento delle persone, ferma restando l’assoluta necessità di far leva sul senso di responsabilità dei singoli cittadini, il quadro complessivo delle misure adottate impone di trovare un punto di equilibrio tra il primario obiettivo di salvaguardare la salute pubblica, da perseguire essenzialmente con il divieto di assembramento e, più in generale, con il distanziamento interpersonale e ogni altra forma di protezione individuale, e l’esigenza di contenere l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini. In questo ambito, la valutazione dei casi concreti dovrà essere affidata a un prudente ed equilibrato apprezzamento che nella prioritaria considerazione delle specifiche finalità sanitarie sottese alle predette, essenziali misure, conduca a una applicazione coerente delle disposizioni contenute nel Dpcm». (r.rs.)
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