Immigrati, progetto d’accoglienza

8 Marzo 2015

Hospes-hostis, incontri e spettacoli per favorire l’integrazione

PESCARA. Una manifestazione su immigrazione e integrazione, un'associazione studentesca e le buone idee che si trasformano in progetti concreti per il sociale. Sono questi gli ingredienti di "Hospes-hostis per una cultura urbana dell'integrazione", manifestazione protagonista giovedì scorso all'università D'Annunzio, promossa dalla Engineering students association Pescara (Esap), costituita con lo scopo di organizzare iniziative di interesse nel mondo culturale e tecnico. Quest’anno, l’università di Chieti-Pescara ha scelto di sostenere le organizzazioni studentesche finanziando progetti attraverso fondi destinati a iniziative e attività culturali e sociali per l’anno accademico 2014-2015. In quest'ottica è nata l'idea di Hospes-hostis, come spiega Alessio Sergi, vice presidente dell'Esap, un progetto col quale questa associazione studentesca intende focalizzare l’attenzione sul tema dell’inclusione sociale, ricorrendo ad azioni collettive volte all'organizzazione di attività per sviluppare la cultura dell’integrazione, una sperimentazione pratica dei nuovi Centri di accoglienza integrati (Cdai). «I continui sbarchi d’immigrati provenienti dai Paesi del mediterraneo connessi alla difficile situazione economica e alla precaria gestione dell’accoglienza, accendono continuamente i riflettori sulla situazione italiana» osserva Sergi. «L’immigrante dovrebbe essere accolto come ospite ed è proprio in questa direzione che sono state calendarizzate le nostre attività. L’iniziativa si svolgerà in 10 mesi seguendo tre fasi». La prima, hanno spiegato, è quella della sensibilizzazione con ospiti qualificati, testimoni del cosiddetto “viaggio della speranza” e docenti della d’Annunzio, con uno spettacolo musicale nel segno dell'ospitalità in previsione per luglio. La seconda fase riguarda invece la progettazione, il momento di workshop volto alla sperimentazione pratica di un nuovo concetto di ospitalità. E poi, al termine del ciclo di appuntamenti, saranno pubblicati, nella terza e ultima fase, i lavori ideati dagli studenti dei diversi corsi di laurea, una pubblicazione che sarà curata dagli stessi ragazzi. «Si procederà alla sperimentazione pratica di un nuovo sistema d’accoglienza» prosegue Sergi, «mettendo in luce le straordinarie potenzialità di una terra che, per la sua collocazione geografica, dovrebbe autorevolmente assumere il ruolo di cerniera culturale, politica, socio-economica e commerciale tra l’Europa e gli Stati del mediterraneo». Durante la presentazione, sono intervenuti Antonio Clemente, docente di urbanistica, Marco Falco, volontario di Emergency, e Nadia Lombardi, medico in un Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara). E non è mancata la testimonianza diretta del funzionamento di uno dei centri per l’immigrazione presenti in Italia, quella di Siddo Oumarou Mamane, partito dal Niger e approdato dopo l'odissea dei migranti a Lampedusa prima e a Foggia poi, che oggi lavora come interprete e mediatore culturale in un Cara.

Giorgio D’Orazio

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