Imprese e banche, il prefetto cerca l’intesa

5 Marzo 2021

L’incontro: prime aperture dopo l’appello di Confcommercio e Confesercenti di rateizzare gli interessi

PESCARA. Qualcosa si muove, per aiutare le piccole imprese, dopo il grido di allarme lanciato nei giorni scorsi da Confcommercio e Confesercenti che intravedono il rischio usura. Le associazioni di categoria hanno chiesto e ottenuto che il prefetto della provincia di Pescara Giancarlo Di Vincenzo convocasse i rappresentanti dell’Associazione bancaria italiana (Abi) e degli istituti di credito che insistono sul territorio per ottenere una rateizzazione, dalle stesse banche, degli interessi sul fido concesso lo scorso anno (l’addebito è avvenuto nei giorni scorsi, tra il 28 febbraio e il primo marzo). La riunione si è svolta ieri pomeriggio e un passo in avanti c’è stato. L’incontro si è rivelato «produttivo», per usare le parole dello stesso prefetto, perché è stata registrata la «massima disponibilità» di chi, a quel tavolo, rappresentava il sistema bancario. L’Abi si attiverà per promuovere «una modifica del quadro di riferimento» nazionale, non essendo possibile frazionare gli interessi in maniera discrezionale, cioè a livello locale - come chiedono le associazioni di categoria - senza prima aver creato le premesse a livello normativo, nella disciplina dei rapporti bancari.
È stata anche chiesta «una attenta valutazione delle singole situazioni», quelle più delicate, per preservare le imprese in difficoltà in un momento delicatissimo per l’economia, paralizzata dalla pandemia. Anche per quanto riguarda questo aspetto da parte dell’Abi c’è stata «una dichiarazione di massima disponibilità» al punto che i rappresentanti dell’associazione hanno assicurato di non sentirsi «controparte» rispetto alle imprese ma «parte». Di Vincenzo, che ha favorito un «dialogo diretto», ha percepito «grande sensibilità» da parte di chi rappresentava il mondo degli istituti di credito.
Le richieste di Confcommercio e Confesercenti saranno ora riassunte in un documento da trasmettere all’Abi e poi da destinare ai tavoli nazionali.