Imprese, la burocrazia ferma 121 milioni di aiuti

Il bilancio di un anno. Il centrosinistra fa l’elenco dei contributi non ancora dati E accusa la Regione: «Le aspettative erano diverse ma sono state disattese»
L’AQUILA. «Dei 199 milioni promessi con le leggi Cura Abruzzo 1 e 2, quelli effettivamente erogati sono 78, poco più di un terzo del totale. Ne restano fermi 121. Siamo di fronte a un fallimento della giunta Marsilio». Ad affermarlo sono i consiglieri regionali di centrosinistra - gruppi Pd, Legnini Presidente, Misto e Abruzzo in Comune - Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Sandro Mariani, Americo Di Benedetto e Marianna Scoccia.
Gli esponenti della minoranza vanno all’attacco anche sui fondi europei: «Ci sono 549 milioni di euro che attendono ancora di essere utilizzati».
CURA ABRUZZO 1. «Il Cura Abruzzo 1 compie un anno» osservano i consiglieri, che ieri hanno tenuto una conferenza stampa all’Aquila a Palazzo dell’Emiciclo «ma a ristoro dei danni causati dal lockdown e dalla pandemia, alle imprese abruzzesi sono arrivati solamente 25 milioni di euro degli oltre 96 previsti».
«Le aspettative erano diverse e sono state disattese a causa della lentezza, della burocrazia e delle liti che hanno complicato l’efficacia dell’azione regionale».
Secondo l’opposizione, sono molte le misure inserite nel provvedimento che sono ancora ferme oppure in forte ritardo. A cominciare dal fondo perduto, che complessivamente, considerando anche il Cura Abruzzo 2, assommava, in tutto, 57 milioni di euro: «Ne sono andati a destinazione solo poco più di 15» dicono i consiglieri, che poi proseguono: «Nonostante le corse alle coperture e numerose variazioni di bilancio, non sono state liquidate nemmeno le misure di sostegno ad attività imprenditoriali di minore entità».
«Per quanto riguarda il Cura Abruzzo 1, sono stati abrogati i 10 milioni di euro per i piccoli prestiti; dei 5 milioni di euro di fondi per il rinnovo degli accordi di innovazione, ne sono stati erogati solo poco più di 3 milioni. Ancora attesi anche i 4,5 milioni di ristoro dei costi fissi per il mantenimento degli impianti a ciclo continuo e i 2,8 milioni di euro a fondo perduto per i contratti di locazione immobiliare».
CURA ABRUZZO 2. Anche il Cura Abruzzo 2, secondo il centrosinistra, non ha prodotto gli effetti desiderati. Tra le risorse non ancora assegnate, sottolineano i consiglieri, «c’è il milione e mezzo destinato al turismo montano, il cui bando è uscito a circa un anno dall’approvazione della legge; i 3 milioni per le associazioni culturali e sportive; il milione di euro per il sostegno alle imprese titolari di concessioni demaniali marittime. Risultano ancora fermi anche i 2,8 milioni per le spese dei contratti di locazione immobiliare per le attività sospese da marzo-aprile 2020. Rientrano in questa somma anche i contributi relativi alle spese di funzionamento dei servizi educativi per l’infanzia fino a 6 anni e a sostegno delle spese per gli affitti a carico di studenti fuori sede. Due misure integrative rese possibili da un emendamento introdotto alla misura dai consiglieri Blasioli e Di Benedetto, per le quali non sono state fatte nemmeno le delibere».
FONDI EUROPEI. Ma l’affondo delle opposizioni non si limita solo alle due leggi approvate nel corso della pandemia. «Non va meglio sul fronte risorse europee» affermano. «La programmazione è ferma e l’Abruzzo colleziona alcune fra le peggiori performance d’Italia anche sul fronte della capacità di spesa di fondi relativi ai Programmi Operativi Regionali Fesr/Fse e al Piano di Sviluppo Rurale. Siamo terzultimi per la spesa dei Feasr con 252 milioni di euro ancora da spendere, peggio di noi solo Marche e Puglia. Siamo penultimi per i Fesr, abbiamo 197 milioni di euro fermi in attesa, peggio di noi solo le Marche. Siamo ultimi in Italia per le risorse del Fse, 99 milioni di euro. Se l’Abruzzo non si muove e non li spende entro la fine del 2023, rischia di vedere cancellati dalla clausola del disimpegno automatico 549 milioni di euro. Aspettiamo di conoscere cosa accadrà per il ciclo di programmazione 21-27, a cui si aggiunge anche la restituzione del 97% delle somme sottratte sul Masterplan. Ignote anche le intenzioni della Regione circa la sfida del Next Generation»

