In 200 alla manifestazione per l’ospedale di Penne

Corteo davanti all’assessorato alla Sanità contro il declassamento dei reparti Presenti le associazioni di altre zone dell’Abruzzo e il comitato di Rigopiano
PENNE. Hanno sfidato il freddo e la pioggia ed in duecento si sono ritrovati a Pescara, in via Conte di Ruvo, sotto gli uffici dell'assessorato alla sanità regionale, per manifestare in difesa dell'ospedale San Massimo, di Penne e di altre realtà ospedaliere colpite dal declassamento deciso dai vertici di Asl e Regione. La protesta non ha riguardato solo l'aspetto sanitario, ma anche il diritto alla sicurezza.
Sono arrivati a Pescara da Penne, Atri, Guardiagrele e Farindola. In tantissimi hanno fatto sentire il proprio grido di rabbia per la situazione degli ospedali periferici. A promuovere la manifestazione di protesta è stata l'associazione «Salviamo l'ospedale di Penne», sostenuta dal movimento Pro ospedale di Guardiagrele, Forum H20, Pescara Puntozero, Par (Patto per l'Abruzzo Resiliente), comitato per il presidio ospedaliero Liberatore, di Atri, Cobas Pescara-Chieti, comitato Pro ospedale di Popoli e da altre associazioni.
Presenti a Pescara anche una delegazione del comitato Parenti delle vittime di Rigopiano, una delegazione della neonata associazione «Commercianti di Penne» ed una rappresentanza dei lavoratori della Brioni Roman Style. Oltre al sit-in, i manifestanti hanno dato vita anche ad un freeze-mob, rimanendo immobili per tre minuti. «Non abbiamo certezza di giustizia», ha detto il presidente dell’associazione Salviamo l’ospedale di Penne Nicola Spoltore, «non abbiamo certezza di salute. I nostri amministratori regionali continuano, inoltre, a promettere investimenti, quando in realtà l'ospedale di Penne lo stanno chiudendo. Addirittura in questi giorni abbiamo ascoltato nuovamente la promessa di un intervento da 12 milioni di euro di ristrutturazione dell'ospedale San Massimo». Alla manifestazione è intervenuto anche il sindaco di Penne Mario Semproni. I cittadini delle aree interne sentono forte il peso di perdere giorno dopo giorno servizi e assistenza. «Ero a manifestare in difesa dell'ospedale di Penne anche nel 2013», ha fatto presente Gabriele Frisa dell’associazione Abbattiamo le barriere, «e al nostro fianco c'era Marinella Sclocco, attuale assessore regionale, che diceva le stesse cose che diciamo adesso noi. Oggi qui a protestare contro i tagli al nostro ospedale c'è Nazario Pagano, mai io non mi scordo che durante la giunta Chiodi l'ospedale di Penne passò da 120 ad 88 posti e subì la chiusura di Rianimazione». A primavera l'associazione Salviamo l'ospedale di Penne darà vita ad una nuova manifestazione di protesta.
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