In 200 alla Tavolata senza muri

14 Giugno 2019

Domani a Villa de Riseis l’iniziativa della Caritas che si svolgerà in contemporanea in altre 25 città

PESCARA. Oltre duecento partecipanti per la tavolata italiana senza muri, promossa dalla Caritas pescarese, che si svolgerà domani alle 12 al parco “Villa De Riseis” e che vedrà coinvolte in contemporanea altre 25 città italiane. Cittadini che hanno risposto all’appello sui social o via mail, rappresentanti della Caritas e iscritti alle organizzazioni del terzo settore che hanno aderito all’iniziativa si siederanno intorno allo stesso tavolo per condividere il pranzo e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’accoglienza.
«Non tutti i cittadini sono dalla parte del razzismo e dell’esclusione», si legge sull’invito della Caritas alla Tavolata senza muri, «ma anzi molti sono a favore del dialogo e della solidarietà con chi ha di meno e con chi cerca lontano dalla sua patria una possibilità di vita migliore».
La tavolata italiana senza muri è stata promossa e organizzata a livello nazionale da Focsiv Volontari nel mondo, in collaborazione con il municipio I centro storico di Roma, d'intesa con Masci (Movimento adulti scout cattolici italiani) e con il patrocinio dell’Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani). A Pescara l’iniziativa è stata rilanciata dalla Fondazione Caritas dell’arcidiocesi Pescara-Penne onlus per ribadire che nel nostro Paese nessuno è escluso, in collaborazione con Agesci Abruzzo, Masci, Slow food condotta di Pescara, Azione cattolica, Csv Pescara e Forum terzo settore Abruzzo e con il patrocinio di Comune e Provincia di Pescara. Il pranzo si terrà domani al parco Villa de Riseis, in via Puccini. Tra le associazioni partecipanti ci sono Aicha e le bellezze del Marocco, Alis, Abruzzo Social Forum, Novissi, MissioGiovani, Comunità di Sant’Egidio, Aibia bulgari in Abruzzo, Cisl e Ceis. «Con questa Tavolata chiudiamo il ciclo di eventi che abbiamo messo in campo in occasione del decennale della festa dei Popoli», spiega don Marco Pagniello, direttore della Fondazione Caritas, «abbiamo deciso di essere promotori di questa iniziativa nazionale sul nostro territorio perché crediamo che in questo momento storico è importante, anche nella nostra città, ribadire l’importanza di costruire percorsi di integrazione e condivisione fra popoli e culture per far cadere i muri del pregiudizio e andare oltre le paure». (y.g.)
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