In 200 per il Giubileo di quartiere

Giornata di riflessione sulla sofferenza, a San Donato, con chi assiste i malati
PESCARA. Se non si può andare a Roma dal Papa, il Giubileo si fa nel quartiere. Sono state circa duecento le persone che hanno partecipato al giubileo diocesano dei malati e degli operatori sanitari nella chiesa di San Gabriele, a San Donato. Un momento di riflessione e preghiera per le persone che soffrono, i diversamente abili e i loro accompagnatori, volontari della Pastorale sanitaria, dell'Unitalsi e del centro Volontari della Sofferenza.
Dopo le omelie di don Giancarlo Mandelli e don Vincenzo Massotti, responsabili, rispettivamente, della pastorale diocesana della salute di Pescara e Avezzano, nella chiesa di via Rio Sparto guidata da don Valentino Iezzi, la manifestazione è proseguita con una processione verso la cittadella dell'Accoglienza di via Alento dove monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne ha aperto simbolicamente la porta santa giubilare. «È un momento di condivisione della propria sofferenza e quella degli altri, il giubileo è per coloro che non sono riusciti ad andare da Papa Francesco domenica scorsa» ha detto don Mandelli.
Clara Belardinelli, 90 anni, pescarese originaria di San Valentino, da 26 anni volontaria della pastorale sanitaria: «Quando ho cominciato questo cammino di fede avevo perso mio marito da poco tempo» dice «ero scettica ma avevo bisogno di aiutare gli altri per aiutare me stessa. Non volevo la gratitudine dei malati, solo ascoltarli perché ascoltare chi soffre guarisce l'anima».
Tra i tanti che ha visto morire nei reparti ospedalieri, soprattutto Oncologia ed Ematologia, mai dimenticherà la figura di Giuseppe al quale ogni settimana portava le ostie consacrate per la comunione: «Mi diceva Giuseppe: ora che, attraverso te cara amica, ho conosciuto Gesù, non voglio più morire». Lucia Maiolino, 63 anni, pescarese di origine napoletana, aveva 6 anni quando una malattia la costringe su una sedia a rotelle. A 18 anni conosce i volontari della sofferenza e da sempre è attiva nell'organizzazione. «Questi momenti» osserva «sono ossigeno nella difficoltà degli affanni quotidiani».
Federica Bucci, presidente Unitalsi Pescara, oltre 50 volontari, ricorda che «è una giornata di preghiera importante per chi vuole accostarsi al sacramento della riconciliazione, la confessione». Tra gli altri volontari che hanno partecipato all'evento, Liliana Pomante, presidente del centro volontari della Sofferenza; Annita Nozzi, Anna Mereo, Maria Emma Raulli, Luciana Mincarelli, Maristella Del Gallo e don Mario Prodi, cappellano militare dell'ospedale civile. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

