In 300 per Christopher La nonna: niente sconti a chi è stato così crudele

Gli amici del ragazzo di Rosciano in campo con altre tre squadre E Masci annuncia un’area giochi e un albero nel punto dov’è morto
PESCARA. «Questa moda dei giovani che vanno in giro con i coltelli in tasca mi disturba. Ai ragazzi dico: quando volete scambiarvi delle opinioni, anche quando non andate d’accordo, scambiatevi un abbraccio, non le coltellate». Nonna Olga viene applaudita dalle centinaia di persone presenti ieri all’antistadio Flacco di Pescara per il 17° compleanno di Christopher Thomas Luciani, celebrato con il primo evento dell’associazione “Crox - Per la riscoperta dei valori”. Un torneo di calcio amichevole tra gli amici del giovane di Rosciano ucciso nel parco Baden Powell lo scorso 23 giugno, i ragazzi del Pescara, quelli della Folgore Delfino Curi Pescara e della Cantera Adriatica.
«L’emozione e il dolore sono forti», ha detto Olga Cipriano, la nonna-coraggio di Christopher, ideatrice dell’associazione. «Io farò di tutto, però, per trovare la forza per impegnarmi per i giovani. Per ricordare loro l’importanza del dono della vita, che è una e non va sprecata. Voglio ricordare loro che nella vita contano l’amore, la pace, il dialogo. Bisogna essere uniti e saper vivere la vita fino in fondo. Vedere i ragazzi in campo qui mi rende felice. A loro parlerò sempre con il cuore». Nonna Olga con il pensiero va sempre ai due coetanei del nipote che quella sera di giugno erano al parco e ora sono in carcere accusati di aver sferrato quelle tremende coltellate: «Ho pensato a loro? Sì, al male che hanno fatto a Christopher: se oggi sono in carcere è perché devono scontare una punizione. Non odio nessuno e non porto rancore, ma quando si sbaglia, si paga. Hanno tolto la vita a un ragazzo, hanno infierito. Perché sono stati così crudeli e atroci? Mi sconvolge che nessuno si sia pentito di quello che è successo. Non c’è stata empatia. Non si vive così, non si può togliere la vita a una persona magari perché ti sta antipatica. Mi auguro che la giustizia dia la giusta condanna, senza sconti di pena. Ne capitano tanti di fatti brutti, ma crudeli come quello di Christopher no, lo dimostra l’eco che c’è stata».
Il sindaco Carlo Masci presente all’antistadio: «Ringrazio nonna Olga, che ha dato la scossa a tutti noi delle istituzioni con il coraggio di portare all’esterno il suo dolore per viverlo con noi e per far sì che quello che è successo non avvenga più. Lo sport è il veicolo migliore per parlare con i giovani, un linguaggio di unione, una scuola di vita che insegna regole e rispetto, e i valori di sconfitta e vittoria. È un gioco di squadra. Lì dov’è morto Crox vedremo un parco giochi, un percorso vita e pianteremo un albero nel suo ricordo». Il vice prefetto Gaetano Losa: «Siamo vicini a questa manifestazione che migliora la vita dei nostri giovani. Dal dramma vissuto dobbiamo tirar fuori il meglio della nostra società, soprattutto quella giovanile. Non dimentichiamo Crox e speriamo che non accada più». Hanno colpito tutti le parole del vice questore Pasquale Sorgonà: «Quella notte sono stato al parco Baden Powell e ho visto immagini che, in 35 anni di polizia, non avevo mai visto: mi rimarranno sempre impresse. Sono state scioccanti e forti, come lo sono, in positivo, quelle di questa sera. Conosco da anni nonna Olga: è sempre stata vicina al nipote e oggi con la sua forza ci ha portati tutti qui stasera, e in futuro quante altre cose belle porterà». Dopo gli interventi del vice sindaco di Rosciano Barbara Blasioli, del parroco, Don Marco, e dei rappresentanti delle società sportive, Marco Tortora, Antonio Martorella e Michele Galanti, hanno concluso il sociologo Galliano Cocco, la psicologa Francesca Costanzo e la presidente dell’associazione Crox, Cinzia Marganella. Poi si va in campo: vince la Cantera 6-5 sulla Curi dopo i calci di rigore. Alla fine medaglie per tutti.

