In 5mila oggi scendono in piazza La regione si ferma per protesta

La manifestazione a Lanciano organizzata da Cgil e Uil contro la manovra del Governo
LANCIANO. L'Abruzzo si ferma. È il giorno dello sciopero nazionale indetto dai sindacati Cgil e Uil contro la finanziaria e le politiche economiche e sociali del governo Meloni. Ad incrociare le braccia per otto ore, ad eccezione dei trasporti su cui gravano le prescrizioni indette dal vice premier e ministro del Trasporti, Matteo Salvini e che tagliano la protesta di 4 ore, è tutto il mondo del lavoro, dalle scuole, alle aziende private e del pubblico impiego, fino ai trasporti e al mondo metalmeccanico.
La manifestazione regionale è di scena a Lanciano, con comizio finale in Piazza Plebiscito, alle 10,30. Sono attese oltre 5mila persone da tutto Abruzzo, organizzate in una quindicina di pullman comunicati dai sindacati alle forze dell'ordine nelle scorse ore, e che potranno contare, secondo le stime, soprattutto su una mobilitazione interna fatta di studenti, metalmeccanici e privati cittadini che si muoveranno autonomamente con mezzi propri, in gran parte dalla Val di Sangro, dove batte il cuore automotive della regione, ma anche da tutti gli altri territori, le realtà industriale e le province d'Abruzzo.
Il momento, proprio in Abruzzo, è tra i più delicati ed instabili da qualche anno a questa parte, visto l'avvicendarsi delle elezioni regionali e l'impatto che inflazione e precarietà stanno avendo sulle tavole e sulle abitudini dei cittadini.
LE RAGIONI. Fari puntati sulla manovra economica e le sue "gravi criticità". Per il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, il segretario regionale Uil, Michele Lombardo e il segretario organizzativo Uil Abruzzo, Fabrizio Truono l'occasione è quella di chiedere al Governo e alle istituzioni territoriali di assumere provvedimenti in materia di lavoro (salari, contratti, precarietà), politiche industriali, sicurezza sul lavoro, fisco, previdenza, rivalutazione delle pensioni, istruzione e sanità, «necessari a ridurre le diseguaglianze e a rilanciare la crescita».
Per Cgil e Uil la legge di bilancio in via di definizione dimentica i lavoratori, i pensionati, i giovani e i precari. E secondo i sindacati, la mancanza di attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro, si traduce in tante e troppe morti in una regione, come l'Abruzzo che è particolarmente esposta a queste tragedie, visto che da inizio 2023 sono purtroppo già 27 i lavoratori che hanno perso la vita sul posto di lavoro.
Ma la "mannaia" di Salvini sulla protesta del settore trasporti, ha rinfocolato le critiche. «In questo anno», interviene Ranieri, «il ministro Salvini ha consentito senza nessuna polemica scioperi di 24 ore nei trasporti programmati da altri sindacati. Il ministro, dal nostro punto di vista, sta applicando due pesi e due misure. Ma comprendiamo il suo nervosismo perché il Parlamento approva una finanziaria che non rispetta le promesse che lui aveva fatto. Noi non eravamo d'accordo su quelle promesse. E lui non è riuscito a portare a casa neanche quelle. Protestiamo contro la legge finanziaria, in merito alla quale le criticità riguardano le pensioni, il potere d'acquisto dei salari che va difeso dal carovita, il depauperamento dei servizi sociali, le politiche industriali. Inoltre, per quanto riguarda la politica di questo governo, siamo assolutamente contrari al progetto di autonomia differenziale, un progetto federalista», conclude Ranieri.
CHI SCIOPERA. L'agitazione riguarda tutto il mondo del lavoro. Per tutti dunque, sciopero di 8 ore o intero turno di lavoro, con eccezione, dopo la precettazione del ministro Salvini, del settore trasporti i cui operatori dei treni e dei mezzi pubblici sciopereranno per 4 ore dalle 9 alle 13. Stesso orario per i vigili del fuoco. Escluso dallo sciopero del comparto aereo.
LA MANIFESTAZIONE. Lanciano, a pochi chilometri dalla Val di Sangro il cui cuore automotive contribuisce a creare il 18,9% del Pil regionale secondo fonti Cgil-Fiom, è la sede scelta per la manifestazione regionale. Dalle 9.45 è previsto il ritrovo dei manifestanti in Viale Sant'Antonio e Viale Caduti di Nassiriya con l'attesa, secondo gli organi di polizia, di una quindicina di autobus da tutto Abruzzo, per un totale di circa 1.300 passeggeri.
A questi si uniranno circa 500 manifestanti attesi via treno e per i quali sono previsti collegamenti con il centro cittadino partendo dalla stazione ferroviaria di via Bergamo tramite dei bus navetta. Una buona parte di colore e di protesta la faranno gli studenti, dato che Lanciano vede una delle più alte concentrazioni di istituti scolastici della provincia di Chieti.
Il taglio delle risorse alla scuola pubblica e alle politiche sociali, oltre che il mancato sostegno al trasporto pubblico locale, sono le principali ragioni di protesta del mondo della scuola e dei giovani.
Dalle 10,10 è previsto lo snodarsi del corteo lungo Corso Trento e Trieste, l'area pedonale cittadina che confluisce in Piazza Plebiscito, la piazza principale che ospita la Cattedrale della Madonna del ponte, il Comune e la Torre civica. Alle 10,30 l'inizio della manifestazione in Piazza Plebiscito con la relazione di Carmine Ranieri, segretario regionale Cgil Abruzzo e Molise, l'intervento di delegati e studenti e le conclusioni di Ivana Veronese, segretaria nazionale Uil. «Adesso basta! - recita il volantino che invita alle 8 ore di sciopero - Per alzare i salari, per estendere i diritti e per contrastare una legge di bilancio che non ferma il drammatico impoverimento di lavoratori e pensionati e non offre futuro ai giovani, a sostegno di un'altra politica economica, sociale e contrattuale che non solo è possibile, ma necessaria e urgente».
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